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	<title>Commenti a: Libro Bianco sul futuro del modello sociale</title>
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	<description>Uscire da se stessi, guardare agli altri, al mondo</description>
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		<title>Di: Patrizia Mondini</title>
		<link>http://saluteinternazionale.info/2009/06/libro-bianco-sul-futuro-del-modello-sociale/comment-page-1/#comment-237</link>
		<dc:creator>Patrizia Mondini</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 18:47:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://saluteinternazionale.info/?p=2121#comment-237</guid>
		<description>Dr.Geddes
molto stimolante la discussione....
La  facciata del libro bianco + davverp molto edulcorata... ma ad un&#039;analidi più profonda le perplessità sono molte...
 mi pare che questo documento  abbia pienamente  assunto tra i riferimenti fondamentali  quelli dell&#039;enciclica di Benedetto XVI sulla dottrina sociale della Chiesa  a partire dai concetti di liberta&#039; responsabile della persona, di ruolo della comunita&#039; familiare e territoriale, di sussidiarieta&#039;, di relazione tra sostenibilita&#039; sociale e sviluppo economico, di utilita&#039; del dono e della carita&#039;&quot;.  Ora se in termini generali si tratta di argomentazioni meritevoli e difficilmente contestabili,  c&#039;è invece da preoccuparsi molto per l&#039;approccio ideologico che le sostiene...visto i  recenti   e pesanti interventi  del Vaticano su molte questioni &quot;etico-sociali&quot;
 Una cosa che non può saltare all&#039;occhio è l&#039;assoluta mancanza di risposta &#039;&#039; alle nuove aree di poverta&#039; che &#039;&#039;riguardano le famiglie, ma soprattutto persone singole, anche divorziate, gay, estracomunitari..., in particolare molti anziani, uomini e donne&#039;&#039;.
Un tema  complesso come quello della famiglia viene affrontato in modo ideologico e restrittivo ciò di cui si parla è solo la famiglia tradizionale trascurando qualsiasi altra dimensione peraltro molto e sempre più presenti nella società..  ignorate le forme di convivenza che di fatto sono nuclei familiari. Anche rispetto alla famiglia tradizionale poi il modello di intervento che traspare è quello che la vede come  entità  abbandonata  alle dinamiche di mercato dove si annulla il valore della persona. Per la famiglia  si prevedono  agevolazioni fiscali,  facilitazioni all&#039;acquisto della casa in una logica del tutto assistenziale, non in quanto persone titolari di diritti individuali esigibili.
 Anche le considerazioni sul calo  demografico, e l&#039;analisi parzialissima sulle cause ( non si parla del precariato, del clima sociale , della cirsi produttiva, del costo della vita, dei servizi scarsi...)  francamente sono apertamente strumentali per  proporre  di nuovo solo interventi di sostegno economico per le famiglie  &quot;in regola&quot;  e di cittadinanza italiana.
Nell&#039;insieme delle proposte  si vede anche molto bene  la dichiarata volontà di rimodellare il  diritto del lavoro italiano,  attorno alla dimensione individuale del rapporto di lavoro, cosa del resto richiesta a gran voce dalla Confindustria...non da demonizzare in assoluto, ma certamente da affrontare in maniera attenta e in una dimensione collettiva.
Non vorrei che ancora fosse l&#039;economia e la confessionalità a regolare la vita sociale..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dr.Geddes<br />
molto stimolante la discussione&#8230;.<br />
La  facciata del libro bianco + davverp molto edulcorata&#8230; ma ad un&#8217;analidi più profonda le perplessità sono molte&#8230;<br />
 mi pare che questo documento  abbia pienamente  assunto tra i riferimenti fondamentali  quelli dell&#8217;enciclica di Benedetto XVI sulla dottrina sociale della Chiesa  a partire dai concetti di liberta&#8217; responsabile della persona, di ruolo della comunita&#8217; familiare e territoriale, di sussidiarieta&#8217;, di relazione tra sostenibilita&#8217; sociale e sviluppo economico, di utilita&#8217; del dono e della carita&#8217;&#8221;.  Ora se in termini generali si tratta di argomentazioni meritevoli e difficilmente contestabili,  c&#8217;è invece da preoccuparsi molto per l&#8217;approccio ideologico che le sostiene&#8230;visto i  recenti   e pesanti interventi  del Vaticano su molte questioni &#8220;etico-sociali&#8221;<br />
 Una cosa che non può saltare all&#8217;occhio è l&#8217;assoluta mancanza di risposta &#8221; alle nuove aree di poverta&#8217; che &#8221;riguardano le famiglie, ma soprattutto persone singole, anche divorziate, gay, estracomunitari&#8230;, in particolare molti anziani, uomini e donne&#8221;.<br />
Un tema  complesso come quello della famiglia viene affrontato in modo ideologico e restrittivo ciò di cui si parla è solo la famiglia tradizionale trascurando qualsiasi altra dimensione peraltro molto e sempre più presenti nella società..  ignorate le forme di convivenza che di fatto sono nuclei familiari. Anche rispetto alla famiglia tradizionale poi il modello di intervento che traspare è quello che la vede come  entità  abbandonata  alle dinamiche di mercato dove si annulla il valore della persona. Per la famiglia  si prevedono  agevolazioni fiscali,  facilitazioni all&#8217;acquisto della casa in una logica del tutto assistenziale, non in quanto persone titolari di diritti individuali esigibili.<br />
 Anche le considerazioni sul calo  demografico, e l&#8217;analisi parzialissima sulle cause ( non si parla del precariato, del clima sociale , della cirsi produttiva, del costo della vita, dei servizi scarsi&#8230;)  francamente sono apertamente strumentali per  proporre  di nuovo solo interventi di sostegno economico per le famiglie  &#8220;in regola&#8221;  e di cittadinanza italiana.<br />
Nell&#8217;insieme delle proposte  si vede anche molto bene  la dichiarata volontà di rimodellare il  diritto del lavoro italiano,  attorno alla dimensione individuale del rapporto di lavoro, cosa del resto richiesta a gran voce dalla Confindustria&#8230;non da demonizzare in assoluto, ma certamente da affrontare in maniera attenta e in una dimensione collettiva.<br />
Non vorrei che ancora fosse l&#8217;economia e la confessionalità a regolare la vita sociale..</p>
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	<item>
		<title>Di: Alfredo Zuppiroli</title>
		<link>http://saluteinternazionale.info/2009/06/libro-bianco-sul-futuro-del-modello-sociale/comment-page-1/#comment-238</link>
		<dc:creator>Alfredo Zuppiroli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 10:08:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://saluteinternazionale.info/?p=2121#comment-238</guid>
		<description>Caro Marco,
grazie per questo tuo lucido, colto ed intelligente contributo. Anche il mio commento, come e più di quello di Giorgio Tulli, è breve, come penso si convenga al mezzo che stiamo utilizzando.
Breve, invece, non potrà essere il cammino che ci attende, per mettere in evidenza quello che il libro bianco in questione, e non solo, rappresenta: un preciso disegno politico che, sotto le vesti anche pregevoli di alcune analisi, sottende la volontà di sancire il primato dell&#039;economia, o meglio del mercato, sulle scelte in sanità (come in altri ambiti). Il nocciolo è sempre questo: le logiche economiche, o meglio, quelle contabili, invece che essere vincoli, strumenti doverosi per lavorare bene, diventano obiettivi, diventano il fine cui ispirare le poltiche della salute, come dell&#039;istruzione, ecc...Non ti è sfuggito, in fondo, che con questo libro bianco si ribalta completamente il senso di una linea di connessione: non più le condizioni sociali come determinanti della salute, ma la salute come determinante sociale. Ci vedo molto di simile alle politiche dell&#039;attuale governo sull&#039;immigrazione: non si tratta di persone in sé, e dunque di per sé meritevli di tutela e portatrici di diritti, ma solo se e in quanto &quot;servono&quot; a qualche fine produttivo.
Ecco che il maledetto PIL torna a governare tutto: le persone, la salute hanno un &quot;valore&quot; solo se aumentano il PIL, altrimenti no...Ma quando la smetteremo di considerare la sanità solo in termini di consumi, di prestazioni &quot;fatte&quot; (dunque di movimento del PIL...) senza guardare mai A CHI le facciamo (l&#039;appropriatezza) e COME le facciamo (l&#039;efficacia?)
Dietro l&#039;edulcorata facciata del librobianco si nasconde un progetto che non esiterei a dire cinico, con Oscar Wilde, perché sa esattamente definire il prezzo della salute, ma se ne dimenica del valore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Marco,<br />
grazie per questo tuo lucido, colto ed intelligente contributo. Anche il mio commento, come e più di quello di Giorgio Tulli, è breve, come penso si convenga al mezzo che stiamo utilizzando.<br />
Breve, invece, non potrà essere il cammino che ci attende, per mettere in evidenza quello che il libro bianco in questione, e non solo, rappresenta: un preciso disegno politico che, sotto le vesti anche pregevoli di alcune analisi, sottende la volontà di sancire il primato dell&#8217;economia, o meglio del mercato, sulle scelte in sanità (come in altri ambiti). Il nocciolo è sempre questo: le logiche economiche, o meglio, quelle contabili, invece che essere vincoli, strumenti doverosi per lavorare bene, diventano obiettivi, diventano il fine cui ispirare le poltiche della salute, come dell&#8217;istruzione, ecc&#8230;Non ti è sfuggito, in fondo, che con questo libro bianco si ribalta completamente il senso di una linea di connessione: non più le condizioni sociali come determinanti della salute, ma la salute come determinante sociale. Ci vedo molto di simile alle politiche dell&#8217;attuale governo sull&#8217;immigrazione: non si tratta di persone in sé, e dunque di per sé meritevli di tutela e portatrici di diritti, ma solo se e in quanto &#8220;servono&#8221; a qualche fine produttivo.<br />
Ecco che il maledetto PIL torna a governare tutto: le persone, la salute hanno un &#8220;valore&#8221; solo se aumentano il PIL, altrimenti no&#8230;Ma quando la smetteremo di considerare la sanità solo in termini di consumi, di prestazioni &#8220;fatte&#8221; (dunque di movimento del PIL&#8230;) senza guardare mai A CHI le facciamo (l&#8217;appropriatezza) e COME le facciamo (l&#8217;efficacia?)<br />
Dietro l&#8217;edulcorata facciata del librobianco si nasconde un progetto che non esiterei a dire cinico, con Oscar Wilde, perché sa esattamente definire il prezzo della salute, ma se ne dimenica del valore.</p>
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		<title>Di: Giorgio Tulli</title>
		<link>http://saluteinternazionale.info/2009/06/libro-bianco-sul-futuro-del-modello-sociale/comment-page-1/#comment-239</link>
		<dc:creator>Giorgio Tulli</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2009 08:16:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://saluteinternazionale.info/?p=2121#comment-239</guid>
		<description>Caro Marco
leggerò con più attenzione il libro bianco di Sacconi. Sicuramente ad una lettura attenta le critiche contenute nel tuo commento risalteranno. Un fatto però è certo: la sostenibilità di un sistema universalistico deve essere ripensata e con i piedi per terra.
Ormai anche gli Stati Uniti vanno alla ricerca di un Sistema Sanitario Universalistico, ormai è chiaro che non si possono lasciare milioni di persone senza copertura sanitaria.
Ma , si domandono gli esperti statunitensi, come fare ad impedire le storture osservate nei sistemi sanitari nazionali in special modo europei e canadese? Le storture osservate sono evidenziare da un buon grado di inefficienza ( con notevole spreco di denaro pubblico). Una delle soluzioni proposte è si costruire un servizio pubblico ma un servizio pubblico che si muova sulla competizione e per muoversi sulla competizione è necessario misurare nel modo più oggetivo possibile la PERFORMANCE ed in base alla performance sviluppare o tagliare o se non si può tagliare migliorare ma se non si migliora tagliare. Lo sviluppo di un sistema di scorecards bilanciate è ormai OBBLIGATORIO in tutti gli ospedali della Toscana ad esempio , che in tal senso deve diventare un laboratrio , almeno per gli ospedali. Per il territorio la storia è più complessa, la Regione Toscana deve premere a livello nazionale e sulle altre regioni perchè i medici di famiglia  abbiano un contratto e non una convenzione, nell&#039;attesa deve favorire quei medici di famiglia che vogliono partecipare all&#039;OUTPATIENT DEPARTMENTE che ha sede nell&#039;ospedale di riferimento o nei presidi territoriali di riferimento ( con l&#039;appoggio del Volontariato) che debbono però essere certificati. In questo modo si potrà costruire un progetto straordinati di Chronic model, partendo magari da uno sperimentale per poi diffonderlo via via con le dovute correzioni. La famiglia, le associazioni del volontariato, i cittadini in generali parteciperanno, attraverso una partecipazione attiva la PROGETTO. E&#039; chiaro che in tutto questo debbono restare fuori dalla porta le FORZATURE  POLITICHE, SINDACALI , DI CLUBS DI VARIA NATURA ALLA LUCE DEL SOLE OD OCCULTI. Come fare? Attraverso la PARTECIPAZIONE ATTIVA E DEMOCRATICA ED IL FEDERALISMO FISCALE COME RIFLESSIONE ATTENTA SULLE RISORSE E SULLE RE-PRIORITIZZAZIONE. Non più dunque tutto a tutti senza riflessione su capacità , performance e risorse, non più diritti e basta, ma prima di tutto DOVERI e poi discussione sui diritti e come REALMENTE  ED EFFICACENTE soddisfarli
Scusami, Marco, nella brevità del commento ovviamente le idee sono state sintetizzate, ma come ben sai sono disponibile per ogni approfondimento e sopratutto disponibilissimo a RESISTRE NELLA NOSTRA TOSCANA agli assalti del privato contro il pubblico
con affetto
GIORGIO TULLI</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Marco<br />
leggerò con più attenzione il libro bianco di Sacconi. Sicuramente ad una lettura attenta le critiche contenute nel tuo commento risalteranno. Un fatto però è certo: la sostenibilità di un sistema universalistico deve essere ripensata e con i piedi per terra.<br />
Ormai anche gli Stati Uniti vanno alla ricerca di un Sistema Sanitario Universalistico, ormai è chiaro che non si possono lasciare milioni di persone senza copertura sanitaria.<br />
Ma , si domandono gli esperti statunitensi, come fare ad impedire le storture osservate nei sistemi sanitari nazionali in special modo europei e canadese? Le storture osservate sono evidenziare da un buon grado di inefficienza ( con notevole spreco di denaro pubblico). Una delle soluzioni proposte è si costruire un servizio pubblico ma un servizio pubblico che si muova sulla competizione e per muoversi sulla competizione è necessario misurare nel modo più oggetivo possibile la PERFORMANCE ed in base alla performance sviluppare o tagliare o se non si può tagliare migliorare ma se non si migliora tagliare. Lo sviluppo di un sistema di scorecards bilanciate è ormai OBBLIGATORIO in tutti gli ospedali della Toscana ad esempio , che in tal senso deve diventare un laboratrio , almeno per gli ospedali. Per il territorio la storia è più complessa, la Regione Toscana deve premere a livello nazionale e sulle altre regioni perchè i medici di famiglia  abbiano un contratto e non una convenzione, nell&#8217;attesa deve favorire quei medici di famiglia che vogliono partecipare all&#8217;OUTPATIENT DEPARTMENTE che ha sede nell&#8217;ospedale di riferimento o nei presidi territoriali di riferimento ( con l&#8217;appoggio del Volontariato) che debbono però essere certificati. In questo modo si potrà costruire un progetto straordinati di Chronic model, partendo magari da uno sperimentale per poi diffonderlo via via con le dovute correzioni. La famiglia, le associazioni del volontariato, i cittadini in generali parteciperanno, attraverso una partecipazione attiva la PROGETTO. E&#8217; chiaro che in tutto questo debbono restare fuori dalla porta le FORZATURE  POLITICHE, SINDACALI , DI CLUBS DI VARIA NATURA ALLA LUCE DEL SOLE OD OCCULTI. Come fare? Attraverso la PARTECIPAZIONE ATTIVA E DEMOCRATICA ED IL FEDERALISMO FISCALE COME RIFLESSIONE ATTENTA SULLE RISORSE E SULLE RE-PRIORITIZZAZIONE. Non più dunque tutto a tutti senza riflessione su capacità , performance e risorse, non più diritti e basta, ma prima di tutto DOVERI e poi discussione sui diritti e come REALMENTE  ED EFFICACENTE soddisfarli<br />
Scusami, Marco, nella brevità del commento ovviamente le idee sono state sintetizzate, ma come ben sai sono disponibile per ogni approfondimento e sopratutto disponibilissimo a RESISTRE NELLA NOSTRA TOSCANA agli assalti del privato contro il pubblico<br />
con affetto<br />
GIORGIO TULLI</p>
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