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	<title>Commenti a: No free lunch. No grazie, pago io!</title>
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	<description>Uscire da se stessi, guardare agli altri, al mondo</description>
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		<title>Di: Dott. Nicola Gianmarco Ponsillo</title>
		<link>http://saluteinternazionale.info/2009/06/no-free-lunch-no-grazie-pago-io/comment-page-1/#comment-251</link>
		<dc:creator>Dott. Nicola Gianmarco Ponsillo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 06:45:18 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie per questo straordinario articolo. Ne abbiamo riportato un estratto sul nostro sito MedicinRete.it citando la fonte.
MedicinRete.it è il nuovo portale costruito dai medici per i medici che, per statuto, non riceve fondi da case farmaceutiche, da organizzazioni politiche o sindacali, per evitare ogni conflitto di interesse e dove è possibile inviare domande su qualsiasi argomento ai colleghi, ricevere supporto per le proprie decisioni cliniche o diagnosi, mantenere i contatti con i colleghi. Chi è interessato può iscriversi gratuitamente.
Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per questo straordinario articolo. Ne abbiamo riportato un estratto sul nostro sito MedicinRete.it citando la fonte.<br />
MedicinRete.it è il nuovo portale costruito dai medici per i medici che, per statuto, non riceve fondi da case farmaceutiche, da organizzazioni politiche o sindacali, per evitare ogni conflitto di interesse e dove è possibile inviare domande su qualsiasi argomento ai colleghi, ricevere supporto per le proprie decisioni cliniche o diagnosi, mantenere i contatti con i colleghi. Chi è interessato può iscriversi gratuitamente.<br />
Grazie</p>
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		<title>Di: Adriano Cattaneo</title>
		<link>http://saluteinternazionale.info/2009/06/no-free-lunch-no-grazie-pago-io/comment-page-1/#comment-250</link>
		<dc:creator>Adriano Cattaneo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 21:51:08 +0000</pubDate>
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		<description>Purtroppo l&#039;infiltrazione degli interessi commerciali tra coloro che si occupano di salute è ancora più profonda di quella descritta da Luisella Grandori. Le multinazionali del farmaco riescono a coinvolgere più o meno coscienti anche molti giornalisti, sia scientifici sia generici. Mettono in piedi anche, o finanziano se già esistono, associazioni di cittadini o di ammalati che fanno pressione perchè si usino certi farmaci. Pagano profumatamente agenzie di pubbliche relazioni perchè preparino il terreno mesi prima del lancio di un nuovo farmaco o quando si aggiungono indicazioni ad un farmaco già in commercio. Queste stesse agenzie di pubbliche relazioni, in accordo con l&#039;industria, sono anche in grado di inventare nuove malattie o far percepire come malattie stati generici di malessere o addirittura condizioni fisiologiche. Il tutto con l&#039;acquiescenza di noi medici. Non tanto perchè siamo dei banditi o dei corrotti; ci sono anche quelli, ma sono pochi. Ma semplicemente perchè ormai riteniamo che tutto ciò, l&#039;inciucio tra interessi commerciali e salute, sia &quot;normale&quot;. E quanto più riteniamo che sia &quot;normale&quot;, tanto più, senza nemmeno rendercene conto, facciamo il gioco di chi sulla salute fa enormi profitti. Il risveglio da questo sonno della ragione, da questo coma etico, comincia col ritenere che il mix di interessi commerciali e salute non sia &quot;normale&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo l&#8217;infiltrazione degli interessi commerciali tra coloro che si occupano di salute è ancora più profonda di quella descritta da Luisella Grandori. Le multinazionali del farmaco riescono a coinvolgere più o meno coscienti anche molti giornalisti, sia scientifici sia generici. Mettono in piedi anche, o finanziano se già esistono, associazioni di cittadini o di ammalati che fanno pressione perchè si usino certi farmaci. Pagano profumatamente agenzie di pubbliche relazioni perchè preparino il terreno mesi prima del lancio di un nuovo farmaco o quando si aggiungono indicazioni ad un farmaco già in commercio. Queste stesse agenzie di pubbliche relazioni, in accordo con l&#8217;industria, sono anche in grado di inventare nuove malattie o far percepire come malattie stati generici di malessere o addirittura condizioni fisiologiche. Il tutto con l&#8217;acquiescenza di noi medici. Non tanto perchè siamo dei banditi o dei corrotti; ci sono anche quelli, ma sono pochi. Ma semplicemente perchè ormai riteniamo che tutto ciò, l&#8217;inciucio tra interessi commerciali e salute, sia &#8220;normale&#8221;. E quanto più riteniamo che sia &#8220;normale&#8221;, tanto più, senza nemmeno rendercene conto, facciamo il gioco di chi sulla salute fa enormi profitti. Il risveglio da questo sonno della ragione, da questo coma etico, comincia col ritenere che il mix di interessi commerciali e salute non sia &#8220;normale&#8221;.</p>
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