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	<title>Commenti a: Cambiamenti climatici e salute</title>
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	<description>Uscire da se stessi, guardare agli altri, al mondo</description>
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		<title>Di: Angelo Baracca</title>
		<link>http://saluteinternazionale.info/2009/09/cambiamenti-climatici-e-salute/comment-page-1/#comment-391</link>
		<dc:creator>Angelo Baracca</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 16:28:33 +0000</pubDate>
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		<description>Un commento ad Antonella. Comincio a pensare che l&#039;essere più sviluppato utilizzi queste sue capacità superiori per contrapporsi ai meccanismi e i cicli naturali. Il grande genetista Ernest Mayr scrisse: “L’intelligenza superiore è un errore dell’evoluzione, incapace di sopravvivere per più di un breve attimo nella storia evolutiva”. Naturalmente noi, appartenenti alla specie umana, siamo abituati ad ammirare la magnificenza delle cose che l&#039;uomo ha fatto, è naturale - il leone non può che essere fiero della sua capacità di cacciare la gazzella - ma è giunto il momento di andare un po&#039; più in là. L&#039;uomo ha modificato il corso dell&#039;evoluzione biologica fin dalla sua comparsa, per le sue capacità (ad esempio, la quasi estinzione dei grandi mammiferi, oltre alla domesticazione di piante e animali), e oggi lo sta facendo in modo sempre più profondo (come ci ricorda Ernesto Burgio) creando ceppi di virus mai esistiti in miliardi di anni, trasferendo materiale genetico da una specie all&#039;altra, oltre che agire sulle risorse e i cicli naturali in modo assolutamente distruttivo, e così via (anche senza bisogno di scomodare le guerre). L&#039;uomo sa (dovrebbe sapere) che tutte le specie viventi sono destinate prima o poi all&#039;estinzione, ma si comporta con incomparabile presunzione (e ignoranza!) come se la sua specie fosse eterna. Credo che sia giunto il momento di porsi seriamente il problema stesso della sopravvivenza della specie, oltre che ovviamente dell&#039;ambiente, che a questa sopravvivenza è strettamente legato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un commento ad Antonella. Comincio a pensare che l&#8217;essere più sviluppato utilizzi queste sue capacità superiori per contrapporsi ai meccanismi e i cicli naturali. Il grande genetista Ernest Mayr scrisse: “L’intelligenza superiore è un errore dell’evoluzione, incapace di sopravvivere per più di un breve attimo nella storia evolutiva”. Naturalmente noi, appartenenti alla specie umana, siamo abituati ad ammirare la magnificenza delle cose che l&#8217;uomo ha fatto, è naturale &#8211; il leone non può che essere fiero della sua capacità di cacciare la gazzella &#8211; ma è giunto il momento di andare un po&#8217; più in là. L&#8217;uomo ha modificato il corso dell&#8217;evoluzione biologica fin dalla sua comparsa, per le sue capacità (ad esempio, la quasi estinzione dei grandi mammiferi, oltre alla domesticazione di piante e animali), e oggi lo sta facendo in modo sempre più profondo (come ci ricorda Ernesto Burgio) creando ceppi di virus mai esistiti in miliardi di anni, trasferendo materiale genetico da una specie all&#8217;altra, oltre che agire sulle risorse e i cicli naturali in modo assolutamente distruttivo, e così via (anche senza bisogno di scomodare le guerre). L&#8217;uomo sa (dovrebbe sapere) che tutte le specie viventi sono destinate prima o poi all&#8217;estinzione, ma si comporta con incomparabile presunzione (e ignoranza!) come se la sua specie fosse eterna. Credo che sia giunto il momento di porsi seriamente il problema stesso della sopravvivenza della specie, oltre che ovviamente dell&#8217;ambiente, che a questa sopravvivenza è strettamente legato.</p>
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		<title>Di: antonella perin</title>
		<link>http://saluteinternazionale.info/2009/09/cambiamenti-climatici-e-salute/comment-page-1/#comment-390</link>
		<dc:creator>antonella perin</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 20:13:04 +0000</pubDate>
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		<description>Se penso che nella storia dell&#039;evoluzione l&#039;uomo è l&#039;essere più sviluppato e con le maggiori capacità di adattamento all&#039;ambiente, una ferita profonda si incide su di me all&#039;evidenza del paradossale utilizzo che egli fa di tale opportunità: contro se stesso, la sua stessa specie e la misteriosa bellezza del &quot;creato&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se penso che nella storia dell&#8217;evoluzione l&#8217;uomo è l&#8217;essere più sviluppato e con le maggiori capacità di adattamento all&#8217;ambiente, una ferita profonda si incide su di me all&#8217;evidenza del paradossale utilizzo che egli fa di tale opportunità: contro se stesso, la sua stessa specie e la misteriosa bellezza del &#8220;creato&#8221;.</p>
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