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	<title>Commenti a: L’Audit clinico. Inghilterra &#8211; Italia: 4 a 1!</title>
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	<description>Uscire da se stessi, guardare agli altri, al mondo</description>
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		<title>Di: Ulrich Wienand</title>
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		<dc:creator>Ulrich Wienand</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 12:34:43 +0000</pubDate>
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		<description>Ma che pessimisti !

Vi segnalo che in Italia esistono:
- un network italiano per l’Audit Clinico che raggruppa 8 aziende sanitarie le quali portano (faticosamente) avanti dei programmi aziendali di audit, http://www.ospfe.it/index.phtml?id=1012
- un gruppo di lavoro all’interno della Siquas, che si sta occupando di raccomandazioni sulla conduzione di audit clinici, interamente basate sulle evidenze scientifiche
http://www.siquas.it/index.php/informare/documenti/73
- ogni anno, all&#039;inizio di Giugno viene organizzato un Workshop Nazionale sull&#039;Audit Clinico,
- alcune regioni stanno investendo grosse cifre nella formazione di facilitatori per l&#039;Audit,
- la Regione Emilia - Romagna, da anni conduce audit sistematici sulle cardiochirurgie e neonatologie,
- in Medicina Generale esiste il progetto Netaudit,
- una cinquantina di Asl cercano di organizzare audit sulla BPCO (progetto &quot;Quadro&quot;)....
- l&#039;Italia sarà anche presente al prossimo &quot;Gotha&quot; a Londra:
http://www.healthcare-events.co.uk/conf/booking.php?action=home&amp;id=333

Che l&#039;uso autarchico del termine &quot;Audit Clinico&quot;, introdotto dalla Regione Toscana, non abbia aiutato a fare chiarezza, è indubbio.
Ma su questo magari interverrà qualcun altro.
Possiamo fare almeno &quot;4 a 2&quot; ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma che pessimisti !</p>
<p>Vi segnalo che in Italia esistono:<br />
- un network italiano per l’Audit Clinico che raggruppa 8 aziende sanitarie le quali portano (faticosamente) avanti dei programmi aziendali di audit, <a href="http://www.ospfe.it/index.phtml?id=1012" rel="nofollow">http://www.ospfe.it/index.phtml?id=1012</a><br />
- un gruppo di lavoro all’interno della Siquas, che si sta occupando di raccomandazioni sulla conduzione di audit clinici, interamente basate sulle evidenze scientifiche<br />
<a href="http://www.siquas.it/index.php/informare/documenti/73" rel="nofollow">http://www.siquas.it/index.php/informare/documenti/73</a><br />
- ogni anno, all&#8217;inizio di Giugno viene organizzato un Workshop Nazionale sull&#8217;Audit Clinico,<br />
- alcune regioni stanno investendo grosse cifre nella formazione di facilitatori per l&#8217;Audit,<br />
- la Regione Emilia &#8211; Romagna, da anni conduce audit sistematici sulle cardiochirurgie e neonatologie,<br />
- in Medicina Generale esiste il progetto Netaudit,<br />
- una cinquantina di Asl cercano di organizzare audit sulla BPCO (progetto &#8220;Quadro&#8221;)&#8230;.<br />
- l&#8217;Italia sarà anche presente al prossimo &#8220;Gotha&#8221; a Londra:<br />
<a href="http://www.healthcare-events.co.uk/conf/booking.php?action=home&#038;id=333" rel="nofollow">http://www.healthcare-events.co.uk/conf/booking.php?action=home&#038;id=333</a></p>
<p>Che l&#8217;uso autarchico del termine &#8220;Audit Clinico&#8221;, introdotto dalla Regione Toscana, non abbia aiutato a fare chiarezza, è indubbio.<br />
Ma su questo magari interverrà qualcun altro.<br />
Possiamo fare almeno &#8220;4 a 2&#8243; ?</p>
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		<title>Di: Luciano Pletti</title>
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		<dc:creator>Luciano Pletti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 16:51:35 +0000</pubDate>
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		<description>Ho letto di recente il libro di Marco Geddes da Filicaia, spinto dalla convinzione che nei nostri sistemi si parli, si citi e si invochi l&#039;audit clinico a sproposito. Il testo, che ho apprezzato per la completezza abbinata a concretezza ed efficacia didattica, mi ha confermato l&#039;opinione: l&#039;audit clinico è lo strumento che  serve sempre di più, anche a livello di distretto, dove io lavoro, ma in realtà ci sono pochi che lo sappiano &quot;maneggiare&quot;. Si dichiara troppo spesso di fare &quot;audit&quot; (e lo si scrive anche nelle relazioni di progetti e programmi) intendendo semplici discussioni monoprofessionali fra colleghi.  Credo che dovremmo padroneggiare lo strumento facendo crescere, con appositi programmi formativi, operatori che lo sappiano utilizzare e far utilizzare (animatori). Vedrei un&#039;interessante possibilità di sviluppo nell&#039;ambito del sistema delle cure primarie, dove gli aspetti della cura a lungo termine e della multidisciplinarietà sono caratterizzanti e strategici. 
Dr Luciano Pletti
direttore del distretto Est 
A.S.S. n.5 &quot;Bassa Friulana&quot; Palmanova (UD)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto di recente il libro di Marco Geddes da Filicaia, spinto dalla convinzione che nei nostri sistemi si parli, si citi e si invochi l&#8217;audit clinico a sproposito. Il testo, che ho apprezzato per la completezza abbinata a concretezza ed efficacia didattica, mi ha confermato l&#8217;opinione: l&#8217;audit clinico è lo strumento che  serve sempre di più, anche a livello di distretto, dove io lavoro, ma in realtà ci sono pochi che lo sappiano &#8220;maneggiare&#8221;. Si dichiara troppo spesso di fare &#8220;audit&#8221; (e lo si scrive anche nelle relazioni di progetti e programmi) intendendo semplici discussioni monoprofessionali fra colleghi.  Credo che dovremmo padroneggiare lo strumento facendo crescere, con appositi programmi formativi, operatori che lo sappiano utilizzare e far utilizzare (animatori). Vedrei un&#8217;interessante possibilità di sviluppo nell&#8217;ambito del sistema delle cure primarie, dove gli aspetti della cura a lungo termine e della multidisciplinarietà sono caratterizzanti e strategici.<br />
Dr Luciano Pletti<br />
direttore del distretto Est<br />
A.S.S. n.5 &#8220;Bassa Friulana&#8221; Palmanova (UD)</p>
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