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	<title>Commenti a: Politiche efficaci per contrastare la tubercolosi negli immigrati: le raccomandazioni degli esperti</title>
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	<description>Uscire da se stessi, guardare agli altri, al mondo</description>
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		<title>Di: nicola cocco</title>
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		<dc:creator>nicola cocco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 16:04:55 +0000</pubDate>
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		<description>Lo screening nel paese d&#039;origne segnalato dal Dott. Mezzabotta nel primo commento sinceramente mi lascia non poco perplesso nella misura in cui la &quot;normalità&quot; della radiografia del torace diventa un fattore dirimente il rilascio del visto (e non un atto di salute pubblica che miri alla tutela della salute dell&#039;individuo): paradossalmente questo configurerebbe una ricerca imposta d&#039;autorità dell&#039;&quot;effetto migrante sano&quot;, e ciò dal punto di vista etico e deontologico è difficilmente accettabile. Sarebbe importante anzi sapere se tale metodo è applicato routinariamente e in quali Paesi d&#039;emigrazione e denunciarlo... Il punto cruciale, infatti, è quello evidenziato dal Consensus SIMM: l&#039;immigrato (anche eventualmente affetto dal Mycobacterium) non è mai un &quot;unture&quot; ma un soggetto a rischio di salute da tutelare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lo screening nel paese d&#8217;origne segnalato dal Dott. Mezzabotta nel primo commento sinceramente mi lascia non poco perplesso nella misura in cui la &#8220;normalità&#8221; della radiografia del torace diventa un fattore dirimente il rilascio del visto (e non un atto di salute pubblica che miri alla tutela della salute dell&#8217;individuo): paradossalmente questo configurerebbe una ricerca imposta d&#8217;autorità dell&#8217;&#8221;effetto migrante sano&#8221;, e ciò dal punto di vista etico e deontologico è difficilmente accettabile. Sarebbe importante anzi sapere se tale metodo è applicato routinariamente e in quali Paesi d&#8217;emigrazione e denunciarlo&#8230; Il punto cruciale, infatti, è quello evidenziato dal Consensus SIMM: l&#8217;immigrato (anche eventualmente affetto dal Mycobacterium) non è mai un &#8220;unture&#8221; ma un soggetto a rischio di salute da tutelare.</p>
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		<title>Di: Salvatore Geraci e Giovanni Baglio</title>
		<link>http://saluteinternazionale.info/2010/03/politiche-efficaci-per-contrastare-la-tubercolosi-negli-immigrati-le-raccomandazioni-degli-esperti/comment-page-1/#comment-1014</link>
		<dc:creator>Salvatore Geraci e Giovanni Baglio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 08:19:57 +0000</pubDate>
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		<description>Le questioni sollevate dal collega sono tutte rilevanti e meritevoli di approfondimento. Il nostro articolo si è limitato a richiamare le principali criticità riscontrate nell’assistenza ai pazienti stranieri affetti da tubercolosi, verso cui si rivolgono le raccomandazioni degli esperti.
 
Un caro saluto
Giovanni e Salvatore</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le questioni sollevate dal collega sono tutte rilevanti e meritevoli di approfondimento. Il nostro articolo si è limitato a richiamare le principali criticità riscontrate nell’assistenza ai pazienti stranieri affetti da tubercolosi, verso cui si rivolgono le raccomandazioni degli esperti.</p>
<p>Un caro saluto<br />
Giovanni e Salvatore</p>
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		<title>Di: Giampaolo Mezzabotta</title>
		<link>http://saluteinternazionale.info/2010/03/politiche-efficaci-per-contrastare-la-tubercolosi-negli-immigrati-le-raccomandazioni-degli-esperti/comment-page-1/#comment-1007</link>
		<dc:creator>Giampaolo Mezzabotta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 02:10:00 +0000</pubDate>
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		<description>Congratulazioni agli gli autori e ai redattori del sito per la scelta del delicato argomento. Come esperto di controllo della tubercolosi nei paesi in via di sviluppo da ormai molti anni, vorrei offrire alcuni spunti di riflessione.

Credo che il primo screening degli emigrati (almeno di quelli regolari) vada svolto nei loro paesi di origine da parte delle autorita&#039; consolari italiane. Io ho svolto personalmente questo compito come medico di fiducia dell&#039;ambasciata di Addis Abeba, introducendo una lastra del torace normale tra i requisiti per ottenere il visto. Qui in Viet Nam e&#039; l&#039;IOM a svolgere il ruolo di controllore nei confronti dei vietnamiti che fanno domanda per emigrare in Canada e negli Stati Uniti e nessuno vede lo screening come una violazione dei diritti umani. 

Mi sembra che gioverebbe all&#039;articolo la menzione dei pericoli insiti nella diffusione della TBC multiresistente, molto comune in certe popolazioni, specialmente quelle delle repubbliche ex-sovietiche. Da citare, a mio avviso, anche i rischi connessi all&#039;associazione TBC-HIV, in genere piu&#039; frequente nei migranti che negli italiani, in cui le fasce di eta&#039; piu&#039; colpite dalle due malattie non collimano. 

Avendo dato un&#039;occhiata alle linee guida allegate al documento del Ministero della Salute, raccomanderei di aggiornare le indicazioni terapeutiche per i medici italiani adottando la quarta versione delle linee guida OMS, appena pubblicata (http://whqlibdoc.who.int/publications/2010/9789241547833_eng.pdf) 

Cari saluti da Hanoi

Giampaolo Mezzabotta
Funzionario Medico 
Dipartimento Stop TB
Ufficio OMS di Hanoi
Viet Nam</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Congratulazioni agli gli autori e ai redattori del sito per la scelta del delicato argomento. Come esperto di controllo della tubercolosi nei paesi in via di sviluppo da ormai molti anni, vorrei offrire alcuni spunti di riflessione.</p>
<p>Credo che il primo screening degli emigrati (almeno di quelli regolari) vada svolto nei loro paesi di origine da parte delle autorita&#8217; consolari italiane. Io ho svolto personalmente questo compito come medico di fiducia dell&#8217;ambasciata di Addis Abeba, introducendo una lastra del torace normale tra i requisiti per ottenere il visto. Qui in Viet Nam e&#8217; l&#8217;IOM a svolgere il ruolo di controllore nei confronti dei vietnamiti che fanno domanda per emigrare in Canada e negli Stati Uniti e nessuno vede lo screening come una violazione dei diritti umani. </p>
<p>Mi sembra che gioverebbe all&#8217;articolo la menzione dei pericoli insiti nella diffusione della TBC multiresistente, molto comune in certe popolazioni, specialmente quelle delle repubbliche ex-sovietiche. Da citare, a mio avviso, anche i rischi connessi all&#8217;associazione TBC-HIV, in genere piu&#8217; frequente nei migranti che negli italiani, in cui le fasce di eta&#8217; piu&#8217; colpite dalle due malattie non collimano. </p>
<p>Avendo dato un&#8217;occhiata alle linee guida allegate al documento del Ministero della Salute, raccomanderei di aggiornare le indicazioni terapeutiche per i medici italiani adottando la quarta versione delle linee guida OMS, appena pubblicata (<a href="http://whqlibdoc.who.int/publications/2010/9789241547833_eng.pdf" rel="nofollow">http://whqlibdoc.who.int/publications/2010/9789241547833_eng.pdf</a>) </p>
<p>Cari saluti da Hanoi</p>
<p>Giampaolo Mezzabotta<br />
Funzionario Medico<br />
Dipartimento Stop TB<br />
Ufficio OMS di Hanoi<br />
Viet Nam</p>
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