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	<title>Commenti a: Le buone pratiche UK sul fine vita</title>
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	<description>Uscire da se stessi, guardare agli altri, al mondo</description>
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		<title>Di: Federico Robbiati</title>
		<link>http://saluteinternazionale.info/2010/07/le-buone-pratiche-uk-sul-fine-vita/comment-page-1/#comment-1241</link>
		<dc:creator>Federico Robbiati</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 12:29:42 +0000</pubDate>
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		<description>Sull&#039;argomento segnalo il sito del Dartmouth Atals (1) sul disallineamento tra ciò che i pazienti desiderano e ciò che ricevono. La maggior parte desidera morire a casa propria, mentre in realtà avviene il contrario: il 55% di chi vorrebbe morire a casa propria in realtà muore in ospedale.
L&#039;allineamento con i desideri dei pazienti ha anche implicazioni economiche positive, come riportato dal Prog. Goodman al convegno organizzato il 30 giugno dalla Scuola Superiore S.Anna  o dimostrato dal Gundersen Lutheran Health System che, con una gestione del fine vita in linea con i desiderata del paziente, ha costi per i 2 ultimi anni di vita inferiori di 1/4 rispetto alla media USA (2).
(1)	The Darmouth Atlas of Health Care. End of life care. http://www.dartmouthatlas.org/keyissues/issue.aspx?con=2944 (accesso il 30.07.2010)
(2)	In: Aligning Hospital and Physicians Toward Value, pag. 14; http://www.pwc.com/us/en/healthcare/publications/aligning-hospitals.jhtml (accesso il 30.07.2010)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sull&#8217;argomento segnalo il sito del Dartmouth Atals (1) sul disallineamento tra ciò che i pazienti desiderano e ciò che ricevono. La maggior parte desidera morire a casa propria, mentre in realtà avviene il contrario: il 55% di chi vorrebbe morire a casa propria in realtà muore in ospedale.<br />
L&#8217;allineamento con i desideri dei pazienti ha anche implicazioni economiche positive, come riportato dal Prog. Goodman al convegno organizzato il 30 giugno dalla Scuola Superiore S.Anna  o dimostrato dal Gundersen Lutheran Health System che, con una gestione del fine vita in linea con i desiderata del paziente, ha costi per i 2 ultimi anni di vita inferiori di 1/4 rispetto alla media USA (2).<br />
(1)	The Darmouth Atlas of Health Care. End of life care. <a href="http://www.dartmouthatlas.org/keyissues/issue.aspx?con=2944" rel="nofollow">http://www.dartmouthatlas.org/keyissues/issue.aspx?con=2944</a> (accesso il 30.07.2010)<br />
(2)	In: Aligning Hospital and Physicians Toward Value, pag. 14; <a href="http://www.pwc.com/us/en/healthcare/publications/aligning-hospitals.jhtml" rel="nofollow">http://www.pwc.com/us/en/healthcare/publications/aligning-hospitals.jhtml</a> (accesso il 30.07.2010)</p>
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		<title>Di: luciano Pletti</title>
		<link>http://saluteinternazionale.info/2010/07/le-buone-pratiche-uk-sul-fine-vita/comment-page-1/#comment-1225</link>
		<dc:creator>luciano Pletti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 13:43:11 +0000</pubDate>
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		<description>Mi pare altamente apprezzabile soprattutto perché fondato sul profondo rispetto della persona e delle sue scelte. Penso che rappresenti un approccio veramente umanitario.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi pare altamente apprezzabile soprattutto perché fondato sul profondo rispetto della persona e delle sue scelte. Penso che rappresenti un approccio veramente umanitario.</p>
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