Col Decreto Sicurezza aumenta il razzismo

Andrea Lopes Pegna e Ugo Caffaz Sarebbe meglio chiamarlo Decreto Insicurezza. Sarà sempre più difficile l’integrazione dei migranti, che avranno difficoltà ad avere un lavoro che non sia illegale. I migranti così più facilmente vagheranno nelle nostre città senza lavoro ed elemosinando, avranno enormi ostacoli ad accedere all’assistenza sanitaria e a ricostituire una famiglia ecc. e diventeranno pertanto fonte di riduzione di sicurezza soprattutto per sé e quindi anche per gli altri. La discriminazione verso i migranti ricorda quello che successe in Italia nel 1938. La cosa assurda è che si continua a dire che tutto questo non ha nulla a che vedere con il fascismo.

No a questa Italia incattivita

Gavino Maciocco L’Italia si è incattivita. La lunga crisi l’ha impoverita materialmente e moralmente, mentre si sono dilatate le diseguaglianze socio-economiche che gli ultimi governi non hanno in alcun modo saputo e voluto mitigare. Così il peso della presenza straniera si è scaricato, quasi ovunque, sugli strati popolari più disagiati della società, quelli che maggiormente hanno patito la crisi. Così hanno avuto buon gioco coloro che hanno indicato negli stranieri i responsabili  della scarsità dei servizi a disposizione.  Ma cosa succederà quando quei cittadini si accorgeranno che la cattiveria praticata e ostentata da parte del Governo contro i migranti non avrà migliorato in alcun modo la loro condizione - l’accesso alla sanità, all’istruzione, alla casa, ai  trasporti -, e neppure la loro sicurezza?

Salvare la legge sul biotestamento

Andrea Lopes Pegna Questo finale di legislatura deve evitare di buttare all'aria i provvedimenti che attendono di essere varati da anni e che sono ormai vicinissimi alla meta. Soprattutto le leggi che riguardano i diritti dei cittadini, come quella sulla cittadinanza (Ius soli), ferma al Senato dalla fine del 2015, e quella sul biotestamento. Approvarle sarebbe un atto di responsabilità verso i cittadini, oltre che un segno di civiltà.

La medicina vestita di narrazione

Andrea Lopes Pegna La narrazione racconta la malattia, sia da parte dell’ammalato nei confronti del medico che da parte del medico nei confronti dell’ammalato. La narrazione rappresenta così il ponte indispensabile tra l’ammalato e il medico; la parola è lo strumento di comunicazione. Il libro di Sandro Spinsanti colpisce perché con semplicità e chiarezza riesce ad entrare dentro i problemi che riguardano la malattia, la cura medica, il rapporto medico/paziente e, in profondità, il fine vita.

Medicina difensiva. Colpa dei medici o dei pazienti?

Andrea Lopes Pegna Riflessioni intorno a una recente intervista a Umberto Veronesi, autore del libro “Il primo giorno senza cancro”. Un titolo del genere può recare false illusioni e false pretese.

Si può morire di riduzione dei ricoveri?

“Danni involontari associati al programma di riduzione delle riammissioni ospedaliere”. Questo il titolo di un articolo di JAMA che commenta i risultati di un programma attuato negli USA per contenere la spesa sanitaria. I “danni involontari” sono l’aumento della mortalità tra i pazienti affetti da insufficienza cardiaca e polmonite.

Lo spreco in sanità

Andrea Lopes Pegna In un articolo “controcorrente” pubblicato sul New England Journal of Medicine si afferma che la caccia allo spreco, portata avanti con zelo missionario, rischia di oscurare la base complessa delle prove, perpetuando racconti semplicistici riguardo la dimensione, le cause e le soluzioni dello spreco. E se venisse fuori che dove si spende di più si hanno anche migliori risultati di salute? Il punto sull’overdiagnosis e sull’eccesso in ambito sanitario oggi.

Costi e reali benefici dei nuovi farmaci oncologici

Andrea Lopes Pegna Anche se non esiste alcun consenso su questo dilemma etico, l’unica risposta che sembra assolutamente inaccettabile è che il farmaco non mostri “mai” un suo beneficio; eppure è stato evidenziato che dei 23 farmaci che sembravano mostrare un qualche miglioramento di sopravvivenza, ben 11, cioè il 48%, non hanno avuto neppure la modesta definizione di farmaco dal “beneficio clinicamente significativo”.

Screening del tumore polmonare. A che punto siamo?

Andrea Lopes Pegna I convincenti risultati del più ampio studio svolto negli USA hanno determinato un netto cambiamento a favore dello screening con Tac a basso dosaggio (LDCT), che è stato così considerato un mezzo efficace di riduzione della mortalità per cancro del polmone anche da parte del mondo scientifico che in precedenza era scettico riguardo a questa metodica. Così nel giro di appena due anni lo screening con LDCT è diventato parte delle raccomandazioni delle principali linee guida delle organizzazioni scientifiche nord americane. Ma ci sono ancora diverse sfide da superare per poter iniziare lo screening.

Testamento Biologico. Vicini alla meta?

Andrea Lopes Pegna Il prossimo 20 febbraio inizierà la discussione parlamentare sul testamento biologico. Si ripresenterà lo scontro tra chi è favorevole e chi è contrario all’interruzione dell’idratazione e alimentazione artificiale, che rappresenta uno dei punti cardine del testo unificato, come la possibilità di interrompere terapie quali gli interventi di sostegno vitale. Ma sarà la volta buona? Si arriverà ad approvare una legge fondamentale, voluta dalla maggioranza dei cittadini?