Imparare dal Sud del mondo

Angelo Stefanini È in aumento la consapevolezza che il ricco "Nord" abbia qualcosa da imparare da contesti a risorse limitate. È stato infatti coniato il termine "Reverse Innovation" per riferirsi a qualsiasi innovazione che nasce nel mondo in via di sviluppo prima di diffondersi al mondo sviluppato.

Gaza sotto i droni israeliani

Angelo Stefanini Nella Striscia di Gaza non c'è scampo ai droni israeliani. L'impatto psicologico di queste armi è ovunque.

A Gaza anche l’acqua uccide

Angelo Stefanini  L'inquinamento delle acque è la principale causa di morte dei bambini nella Striscia di Gaza. Oltre un quarto di tutte le malattie sono causate dalla pessima qualità dell'acqua e dalla sua scarsa accessibilità. L'accesso ad acqua sicura è estremamente limitato. Nel 2014, meno dell'11% della popolazione di Gaza poteva ottenere acqua potabile attraverso la rete pubblica, rispetto a quasi il 97 per cento in Cisgiordania. Il degrado ambientale, esacerbato dalle pratiche israeliane di occupazione, di cui l’acqua è la principale vittima, minaccia la stessa vivibilità a breve termine della regione da settant’anni martoriata e dimenticata che conosciamo come Striscia di Gaza.

Julian Tudor Hart. Ricerca clinica e passione politica

Angelo Stefanini Julian Tudor Hart è stato un leader visionario che ha unito la lotta per un'equa assistenza sanitaria di base e la giustizia sociale a forti critiche al mercato nella sanità. Influenzato da maestri come Archie Cochrane e Richard Doll, è stato un pioniere nel combinare metodo epidemiologico e pratica clinica. La sua ricerca ha dimostrato il valore dell'anticipatory preventive care che in Italia ha trovato la sua espressione nella “medicina d’iniziativa” in cui “il medico si prende cura in maniera attiva delle persone, invitandole a sottoporsi ai controlli e offrendo loro un insieme di interventi personalizzati che, iniziando prima dell’insorgere della malattia, o prima che essa si manifesti o si aggravi, possano curarla nel corso degli anni e rallentarne l’evoluzione”.

Vi azzopperemo tutti! La campagna di gambizzazione contro la protesta palestinese.

Angelo Stefanini Dal 30 marzo, nella Striscia di Gaza ha luogo ogni venerdì una mobilitazione popolare senza precedenti, chiamata la Grande Marcia per il Ritorno. Come risposta, il governo israeliano schiera sul confine decine di cecchini che sparano sulla folla proiettili veri. Dai "mezzi tradizionali", come gas lacrimogeni e pallottole rivestite di gomma per disperdere le proteste, si è passati alla pratica di "mirare a ginocchia, femori o organi vitali". Come la vecchia pratica dell'esercito di spezzare le braccia ai giovani lanciatori di pietre durante la Prima Intifada, la nuova tattica di “sparare per azzoppare“ indica l’intento di prendere di mira bersagli ben precisi tra i dimostranti distruggendo i loro arti inferiori per minare la resistenza della società palestinese. Sparare alle gambe come forma di tortura.

I terribili costi dell’invasione dell’Iraq, 2003-2018. Per non dimenticare

Angelo Stefanini A quindici anni di distanza appaiono chiari gli effetti diretti e indiretti che la guerra in Iraq ha avuto su quell’area geo-politica e sul mondo intero. Anziché creare una democrazia liberale, la guerra ha incoraggiato le violenze dei jihadisti e infiammato il settarismo che mette gli arabi contro i curdi e gli sciiti contro i sunniti. I cristiani sono fuggiti o sono stati "ripuliti" da gran parte della regione. L'instabilità in Medio Oriente ha anche contribuito alla peggiore crisi dei rifugiati in Europa dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Come ammesso da Barak Obama “L'ISIS è una conseguenza diretta di Al Qaeda in Iraq, nata dalla nostra invasione”.

Palestina: vivere (e morire) respirando gas lacrimogeni

Angelo Stefanini Le forze di sicurezza israeliane utilizzano gas lacrimogeni contro i profughi palestinesi in modo "diffuso", "frequente" e "indiscriminato" fino al punto di rendere un campo di rifugiati nella Cisgiordania occupata probabilmente il luogo più esposto al mondo a questa arma chimica. L'uso costante e imprevedibile di gas lacrimogeni nella Palestina occupata ha effetti devastanti sulla salute fisica e mentale dei residenti.

Palestina. Neo-liberismo in Paese occupato

Angelo Stefanini Come successo all’African National Congress (ANC) in Sudafrica e ai paesi dell’ex-blocco sovietico, anche la Palestina occupata è rimasta vittima dell’irresistibile "logica" della globalizzazione neoliberista attraverso una shock therapy che l’ha vista improvvisamente divenire, all’insaputa della maggioranza della sua popolazione, un caso emblematico di neoliberismo autoritario. La Palestina occupata raffigura uno spazio geo-politico e simbolico in cui si intersecano dinamiche globali come salute pubblica, diritti umani e diritto internazionale umanitario.

Il diritto di curarsi sotto l’occupazione militare israeliana

Angelo Stefanini “Assicurare il diritto all’assistenza sanitaria è un obbligo giuridico per gli Stati membri delle Nazioni Unite, protetto dalla legislazione internazionale umanitaria e dei diritti umani. Israele, come potenza occupante, è il primo responsabile delle politiche che compromettono l’accesso ad adeguate cure mediche, del regime di permessi e degli ostacoli fisici che rendono il viaggio verso gli ospedali un grave problema per molti palestinesi.” (OMS)

Il razionamento in sanità

Angelo Stefanini Una discussione che si limiti esclusivamente a considerare il processo di razionamento che avviene “a valle”, ossia a ragionare sui meccanismi in gioco nel comporre il pacchetto essenziale di prestazioni (LEA), rischia di finire per occultare le scelte eminentemente politiche compiute “a monte”. Sono, infatti, proprio tali scelte macro-allocative che non solo condizionano l’intero percorso decisionale che farà seguito, ma che anche aprono la strada a ipotesi “nuove” (vedi assicurazioni integrative) su come trovare le risorse necessarie a rendere il razionamento meno doloroso.