L’infinito dramma dei Rohingya

Maurizio Murru   Dall’agosto 2017, oltre 700 mila Rohingya sono scappati dal Myanmar per sfuggire a violenze e persecuzioni. Ma chi sono i Rohingya e cosa sta succedendo fra il Myanmar e il Bangladesh?

La Cina in Africa. Fra cooperazione e neocolonialismo

Maurizio Murru La Belt and Road Initiative (BRI), la cosiddetta “Nuova via della seta”, lanciata nel 2013, è un pilastro della politica estera ed economica del Presidente Xi Jinping. Si tratta di una iniziativa ciclopica che mira a connettere una settantina di paesi in Asia, Africa ed Europa, con il 65% della popolazione mondiale, produttori di più del 30% del PIL globale e detentori del 75% delle riserve energetiche conosciute. Nel giugno 2017 è stata inaugurata la “Madaraka Express”, ferrovia che, per ora, unisce Nairobi a Mombasa. Una volta completata dovrebbe legare, con un percorso di quasi 3.000 chilometri, Kenya, Uganda, Tanzania, Rwanda, Burundi, Etiopia e Sud Sudan. Nei prossimi anni il peso della Cina in Africa è destinato a crescere. Le ambizioni cinesi sono impressionanti per la loro portata economica, geografica e cronologica.

I muri anti-migranti

Maurizio Murru Uno degli aspetti più visibili e simbolicamente significativi dell’irrigidimento delle politiche nei confronti di migranti e rifugiati è la costruzione di muri e barriere fra uno stato e l’altro, che la storia ci dice essere iniqui e comunque non risolutivi. Oppure c’è ’idea di “delocalizzare” la difesa dei confini affidando a governi che non rispettano i diritti umani il compito di arginare le partenze dei loro cittadini e di accettare i rimpatri. Esistono alternative che non richiedono la rinuncia a valori e principi sui quali, ancora, si fonda la nostra convivenza civile.

Rifugiati: nessuno all’altezza della situazione?

Maurizio Murru La confusione fra “migranti”, “profughi” e “rifugiati” viene spesso usata strumentalmente per aggirare le leggi internazionali e offuscare le norme morali. È ovvio che non tutti i “migranti” abbiano i requisiti per essere considerati “rifugiati”. E’ altrettanto ovvio che è ben difficile stabilire chi sia un rifugiato e chi no senza un (lungo) processo di identificazione ed accertamento. Molte delle misure prese da molti paesi e molte che sono in preparazione, tendono ad espellere, o escludere, tutti i “migranti” o “profughi” o comunque li si voglia chiamare, in assenza di ogni procedura di identificazione ed accertamento.

Gli sfollati nel mondo

Maurizio Murru Si stima che nel 2015 ci siano stati 28 milioni “nuovi” sfollati, in 127 paesi. I paesi più poveri sono i più colpiti e, al loro interno, i poveri lo sono di più. Quello degli sfollati è uno degli aspetti dei numerosi e massicci spostamenti di popolazioni che, pur essendo sempre avvenuti, negli ultimi decenni sono aumentati per quantità, frequenza e complessità. E continueranno ad aumentare. Non è una “emergenza”. Ormai, è un fattore strutturale e tale resterà per decenni.

Martha

Maurizio Murru Maurizio Murru, svolge da un anno attività di volontariato come medico presso il carcere di Modena. Su richiesta di due detenuti che stanno scrivendo un libro su temi e con contributi diversi, Murru ha affrontato il tema del fine-vita ricordando un episodio avvenuto in Tanzania nel corso della sua lunga esperienza africana.

Il Nepal schiacciato dal peso di una doppia crisi

Maurizio Murru Sono trascorsi nove mesi dai i due terremoti che hanno devastato il Nepal. La ricostruzione non è ancora cominciata, mentre – in pieno inverno - centinaia di migliaia di famiglie vivono in rifugi “provvisori” costituiti da tende e teli cerati. Alla paralisi amministrativa e politica si aggiunge quella istituzionale: le divisioni tra diversi gruppi etnici stanno mettendo a rischio non solo la coesione sociale del paese, ma anche l’economia del paese e le relazioni internazionali.

Il Rapporto sul terrorismo globale

Maurizio Murru Nel 2014, le vittime del terrorismo sono state 32.658, un aumento dell’80% rispetto alle 18.111 del 2013. Il 78% di esse è concentrato in cinque paesi: Afghanistan, Iraq, Nigeria, Pakistan e Siria. Dal 2000, quando furono 3.329, sono aumentate nove volte. Boko Haram, l’organizzazione terrorista più sanguinaria.

Burundi: pronti per un altro genocidio?

Maurizio Murru La violenza che tormenta il paese da ormai 7 mesi, al suo inizio, non aveva una motivazione etnica. Ma in Burundi la deriva dell’odio interetnico – Hutu contro Tutsi, come avvenne in Rwanda - è costantemente in agguato. Il regime, minacciato da una ostilità permanente e da un isolamento internazionale crescente, non ha esitato a toccare le corde, sempre efficaci, dell’odio interetnico.

Nepal. Il dopo

Maurizio Murru Il dopo-terremoto pone innumerevoli problemi. Tra cui il traffico e lo sfruttamento di bambini che, in Nepal, è un enorme problema in circostanze “normali”. Si stima che almeno 15.000 bambini, soprattutto bambine, vengano contrabbandati e venduti come schiavi ogni anno. Il terremoto ha aggravato questo abominevole traffico. Dai distretti più colpiti, decine di bambini, orfani o spacciati per tali, vengono portati a Kathmandu e di qui verso il confine con l’India per essere venduti.