Il differente valore (value) dei livelli essenziali di assistenza

Nino Cartabellotta Nel corso degli anni non è mai stata utilizzata alcuna metodologia rigorosa ed esplicita per definire l’inserimento di una prestazione nei LEA, troppo spesso sdoganata solo in presenza di un elevato consenso sociale e/o professionale. Di conseguenza, oggi con il denaro pubblico vengono rimborsate numerose prestazioni dal value basso o addirittura negativo, ovvero dal profilo rischio-beneficio sfavorevole. Al tempo stesso, numerose prestazioni dall’elevato value non rientrano nei LEA per il ritardo accumulato nell’aggiornamento degli elenchi delle prestazioni.

L’appropriatezza prescrittiva permette realmente di risparmiare?

Intervista a Nino Cartabellotta Le politiche sull’appropriatezza non servono a contenere la spesa sanitaria, ma a ridistribuire le risorse. Infatti, l’inappropriatezza può essere in eccesso (overuse) o in difetto (underuse): ridurre la prima permette di recuperare risorse, implementare la seconda richiede investimenti. Di conseguenza, qualunque strategia per ridurre l’inappropriatezza deve essere guidata dal principio del “disinvestimento e riallocazione”.

Diritto alla salute e riforma del Titolo V

Nino Cartabellotta Il 10 marzo 2015 la Camera dei Deputati ha approvato in prima lettura il testo della riforma della Carta Costituzionale, che ora dovrà tornare al Senato. In discussione anche il Titolo V. È necessario assegnare in maniera inequivocabile allo Stato il ruolo di garante del diritto alla tutela della salute assicurando una uniforme erogazione dei LEA in tutte le regioni e riallineando il SSN sui princìpi di equità e universalismo.

Come combattere (veramente) gli sprechi. Per salvare il SSN

Nino Cartabellotta Lo Stato non può delegare alle autonomie regionali l’identificazione degli sprechi senza fornire chiare linee di indirizzo, perché rischia di commettere lo stesso errore del 2001, quando con la riforma del Titolo V ha “consegnato” la Sanità alle Regioni, rinunciando alle indispensabili attività di indirizzo e verifica. Oggi le conseguenze di una abdicazione dello Stato sarebbero di gran lunga più disastrose, perché non ci sono risorse in esubero per compensare ritardi, errori e furberie.

DEF. Sanità, indietro tutta

Nino Cartabellotta Il Documento di Economia e Finanza (DEF) 2013 reso noto dal Governo lascia trasparire in filigrana un "altro" servizio sanitario nazionale (SSN), con meno tutele pubbliche e più risposte private. La spesa sanitaria pubblica come % del PIL passerà – nelle previsioni del DEF – dal 7,1% del 2013 al 6,7% nel 2017.

Nuovi LEA. Vere novità (poche), contraddizioni e limiti

Nino Cartabellotta Se per definizione i LEA sono “tipologie di assistenza, servizi e prestazioni sanitarie” qual è il senso di annunciare alcune malattie croniche come protagoniste dei nuovi LEA? Forse che simili condizioni patologiche (scompenso cardiaco, diabete, osteoartrosi) oggi non sono comprese nei LEA e/o sono state inserite da precedenti decreti? Forse che i pazienti affetti dalle patologie croniche “new entry” non vengono da sempre assistiti, sia per le prestazioni territoriali che per quelle ospedaliere, interamente a carico del SSN?

Il pendolo del regionalismo: ieri NO, oggi SI!

Marco Geddes Molti politici, un po’ come l’avvocato Maralli (il cognato di Giamburrasca) che era un  libero pensatore in città e un bigotto in campagna, si adattano ai tempi, diventando oggi autonomisti mentre ieri erano, in occasione del referendum costituzionale, ferventi centralisti in tema di sanità. Ciò che manca è un dibattito serio sulle politiche sanitarie e sul regionalismo, con ipotesi che sappiano coniugare poteri e competenze regionali e un contestuale potenziamento di una governance nazionale.

Reddito di salute! Una proposta “indecente”?

Marco Geddes Rapporto Rbm – Censis ci spiega che:  “…sulla base delle simulazioni condotte, la scelta di sottoscrivere una Polizza Sanitaria o di aderire ad un Fondo Integrativo risulta decisamente più conveniente per il cittadino rispetto al pagamento di tasca propria delle cure private”. Questo confronto fra spesa out of pocket e la sua benefica sostituzione con Polizze e Fondi sanitari si basa su tre presupposti, ovvero su tre affermazioni, completamente false.

Sostenibilità del SSN e fondi sanitari integrativi

Alberto Donzelli, Monica Sutti, Vittorio Caimi, Ernesto Mola, Piergiorgio Duca, Adriano Cattaneo, Roberto Romizi, Violetta Plotegher Riteniamo che i fondi sanitari cosiddetti integrativi non accetteranno passivamente di lasciarsi definire “venditori di prestazioni futili”, che a quel punto non troverebbero molti acquirenti. Invece sono e saranno infaticabili nel proclamare il value del più ampio portafoglio della propria offerta (per sopravvivere e prosperare), contrastando mediaticamente e con azioni di lobbying coloro che vorrebbero sminuire il value delle prestazioni che offrono.