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La newsletter di SaluteInternazionale #79
 Autore:  EDITORIALE / Gavino Maciocco

Alma-Ata Declaration 2.0

Genova, 2001 e 2018

Non c’è dubbio che – come scrive The Lancet – la Primary Health Care (PHC) sia in crisi. Ma è anche vero che – malgrado l’ostilità della Banca Mondiale e dei “Mercati” – dove la PHC ha potuto esprimersi in diverse parti del mondo, perfino in alcune aree degli USA, ha prodotto migliori risultati di salute e offerto un contributo decisivo nel ridurre le iniquità sociali nella salute. Per questo è importante che l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2018 abbia riaffermato ad Astana i valori e i principi della Dichiarazione di Alma-Ata del 1978. Non era affatto scontato, dato che quelle tendenze – la privatizzazione e la commercializzazione della salute – sono tuttora in azione a tutti i livelli (anche nel nostro Paese).

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Autore: Giacomo Galletti 

O salute in tutte le politiche, o nulla

Il finanziamento all’OMS. La sfida di Tedros

I fattori di rischio per la salute si annidano un po’ ovunque, ma, soprattutto, costano. L’alimentazione malsana, l’inattività fisica, il fumo, l’alcol, ma anche l’inquinamento, la malattia mentale e altri comportamenti poco salutari sono fonti di costi. Questi, a quantificarli ad uno ad uno come fanno gli autori, scaricano sul servizio sanitario un ammontare di billions che, cumulandosi negli anni e senza adeguate coperture, potrebbe far saltare il banco delle coperture finanziarie di un sistema sanitario integro.

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Autore: Maria Nannini 

La strada del Ruanda verso una copertura sanitaria universale

Chi ha paura delle malattie croniche?

In Africa Sub Sahariana la maggioranza della popolazione non possiede ancora un’adeguata copertura sanitaria e il ricorso al pagamento diretto delle prestazioni mantiene alto il rischio di catastrofe finanziaria e impoverimento dovuto alle spese per la malattia. Il Ruanda rappresenta, in questo contesto, un’importante eccezione: in tempi recenti il paese ha infatti raggiunto una copertura assicurativa che garantisce protezione all’87% della popolazione nazionale.

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