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La newsletter di SaluteInternazionale #82
 Autore:  EDITORIALE / Gavino Maciocco

Restiamo umani

Restiamo umani

La ferocia con cui il governo italiano sta trattando i migranti, per mare e per terra, non ha dell’umano. Omissioni di soccorso, respingimenti nelle grinfie dei carnefici libici, sequestri di persona a danni di disperati e di minori, distruzione delle strutture dove si crea integrazione, diffusione della clandestinità, dell’emarginazione e del degrado. Ferocia esibita, compiaciuta, irridente. Ferocia vigliacca, perché esercitata dal potere nei confronti dei più deboli. Ferocia razzista, perché esclusivamente rivolta a persone con la pelle nera. Ma c’è un’Italia che non si fa inferocire e vuole rimanere umana, che s’indigna, si ribella e si vergogna dei propri governanti. Un’Italia che resiste: da Lodi a Torre Melissa, a Siracusa. Prima o poi ci sarà una Norimberga.

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Autore: Enrico Materia 

Gli effetti psicologici delle diseguaglianze

Gli effetti psicologici delle diseguaglianze

Nei paesi dove più ampie sono le diseguaglianze di reddito, l’ansia sociale, legata al timore che le persone hanno di essere valutate per la propria posizione economica, lavorativa e sociale, risulta essere più elevata. Ne deriva un ventaglio di possibili effetti psicologici quali bassa stima di sé, insicurezza e depressione, ma anche l’“aumento dell’io” e il narcisismo come risposta all’ansia valutativa. Non solo: tanto maggiore è l’ansia derivante dal proprio stato sociale, tanto maggiore la ritrosia a interagire con altre persone e a partecipare alla vita associativa; più ampie le distanze sociali, più grande la diffidenza e il timore degli altri. Numerosi studi mostrano infatti che la fiducia civica e la propensione delle persone a essere coinvolte in associazioni civiche e di volontariato siano più deboli nei paesi con distribuzione delle risorse molto diseguale.

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Autore: Marzia Ravazzini 

9 minuti di paura. Trump, il muro e i migranti

9 minuti di paura. Trump, il muro e i migranti

9 minuti per dire ancora una volta agli americani che lungo il “border” con il Messico è necessaria una barriera fisica: non è più un muro di cemento, ma d’acciaio. Nel suo discorso, Trump ha reiterato la consueta retorica. Un mix di allarmi infondati e affermazioni false per alimentare ancora una volta la paura. Ma le bugie del presidente vengono ormai sistematicamente smascherate dai media americani. Nella loro replica al messaggio del presidente, i democratici hanno denunciato le politiche migratorie di Trump: separare le famiglie di migranti e riempire i centri di detenzione, dove oggi si trovano quasi 15 mila ragazzi e bambini.

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