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	<title>SaluteInternazionale &#187; Australia</title>
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	<description>Uscire da se stessi, guardare agli altri, al mondo</description>
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		<item>
		<title>L’Australia e l’eterno conflitto fra Stato e mercato</title>
		<link>http://saluteinternazionale.info/2010/02/l%e2%80%99australia-e-l%e2%80%99eterno-conflitto-fra-stato-e-mercato/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 09:32:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione SI</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree]]></category>
		<category><![CDATA[Sistemi sanitari internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Sistemi sanitari]]></category>

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		<description><![CDATA[Luca Valerio e Tiziana Sabetta
Agli antipodi dell’Europa, un paese vive più di ogni altro al mondo la contraddizione fra presenza dei privati nella sanità e garanzia dell’assistenza sanitaria universale. Una convivenza non facile, ma che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Luca Valerio e Tiziana Sabetta</p>
<p><a href="http://saluteinternazionale.info/wp-content/uploads/2010/02/Australia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3716" title="Australia" src="http://saluteinternazionale.info/wp-content/uploads/2010/02/Australia-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Agli antipodi dell’Europa, un paese vive più di ogni altro al mondo la contraddizione fra presenza dei privati nella sanità e garanzia dell’assistenza sanitaria universale. Una convivenza non facile, ma che prosegue da oltre trent’anni – e sembra destinata a durare ancora a lungo. <span id="more-3701"></span></p>
<hr size="1" /><strong>L’Australia ha una popolazione di oltre 21 milioni di abitanti (2009) e, data la vastità del territorio, una densità di soli 2.7 abitanti/km2 </strong>[<a href="#biblio">1</a>]<strong>. E’ un paese ricco, il 16° al mondo per PIL pro capite</strong>. Eppure deve fare i conti con notevoli diseguaglianze socio-economiche, dovute a una straordinaria diversità culturale (un quarto della popolazione è nato all’estero, un altro quarto ha almeno un genitore nato all’estero), a una consistente fetta di popolazione rurale (il 34% degli abitanti vive in città con meno di 250,000 abitanti)  e, soprattutto, alla presenza di <strong>popolazioni indigene</strong><br />
(il 2.5% degli Australiani sono Aborigeni o indigeni delle Isole Torres) con un tenore di vita ben diverso da quello del resto della popolazione, come dimostra l’<strong>aspettativa di vita inferiore di ben 20 anni</strong> rispetto alla media nazionale[<a href="#biblio">2</a>] – una delle più alte del mondo (<strong>Figura 1</strong>).<br />
<strong>Figura 1. Speranza di vita alla nascita in Australia e in paesi selezionati. 1900-2006</strong></p>
<div id="attachment_3703" class="wp-caption aligncenter" style="width: 306px"><a href="http://saluteinternazionale.info/wp-content/uploads/2010/02/australia_figura1.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-3703" title="australia_figura1" src="http://saluteinternazionale.info/wp-content/uploads/2010/02/australia_figura1-296x300.jpg" alt="Cliccare sull'immagine per ingrandirla" width="296" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Cliccare sull&#39;immagine per ingrandirla</p></div>
<p>Queste caratteristiche accostano l’Australia <strong>a Paesi come la Svezia e soprattutto il Canada</strong>. E le somiglianze non finiscono qui. Infatti, proprio come gli altri Stati dell’ex-Commonwealth britannico, l’Australia ha un sistema sanitario di tipo Beveridge, finanziato dalla <strong>tassazione generale</strong> e imperniato sul principio dell’<strong>universalità dell’assistenza</strong>, che ha però <strong>lasciato sempre molto spazio al settore privato</strong>, seppure in maniera ben regolata.<br />
<strong>ARCHITETTURA ISTITUZIONALE</strong></p>
<p>L’organizzazione del sistema sanitario nazionale australiano, nato nel 1984 con l’istituzione dell’assicurazione universale obbligatoria Medicare, risente notevolmente della presenza di <strong>un ordinamento federale marcatamente decentrato </strong>(<strong>Figura 2</strong>).</p>
<p><strong>Figura 2. Organizzazione del sistema sanitario australiano</strong></p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_3704" class="wp-caption aligncenter" style="width: 299px"><a href="http://saluteinternazionale.info/wp-content/uploads/2010/02/australia_figura2.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-3704 " title="australia_figura2" src="http://saluteinternazionale.info/wp-content/uploads/2010/02/australia_figura2-289x299.jpg" alt="" width="289" height="299" /></a><p class="wp-caption-text">Cliccare sull&#39;immagine per ingrandirla</p></div>
<p>Lo stato Federale (<em>Commonwealth)</em> convive con sei Stati e Territori, a loro volta divisi in numerosi enti locali (850 Contee, più i Municipi). Il <em>Commonwealth</em> ha compiti di pianificazione e programmazione, è il finanziatore esclusivo di due delle tre principali voci di spesa relative all’assistenza (medici di medicina generale e farmaci), ma non ha compiti di erogazione diretta dell’assistenza. All’altro estremo, gli enti locali si limitano ad occuparsi della sanità pubblica. <strong>La maggior parte delle sovrapposizioni nasce al livello intermedio, quello degli Stati</strong>. Questi, infatti, hanno voce in capitolo in tema di programmazione, ma anche di finanziamento, e persino di erogazione dell’assistenza: è il caso della terza grande voce di spesa sanitaria pubblica, gli ospedali pubblici, che sono <strong>co-finanziati dal Commonwealth e dagli Stati in base a</strong><strong>percentuali notevolmente variabili a seconda del clima politico e macroeconomico</strong>, prima di negoziazioni con un ulteriore organismo intermedio, gli <em>Hospital Boards</em>(riuniscono più ospedali); ma <strong>sono amministrati direttamente dagli Stati</strong>, che risultano dunque erogatori di un’assistenza che non finanziano per intero. Come a risentire di queste tensioni e di questa <strong>responsabilità assai diffusa </strong>possano essere la qualità e l’efficienza dei servizi.</p>
<p>Proprio dall’esigenza di attenuare le tensioni fra i diversi livelli di governo<strong> </strong>deriva un’altra caratteristica del sistema australiano: <strong>un numero di agenzie governative ed enti pubblici curiosamente alto per un paese anglosassone</strong>.</p>
<p><strong>FINANZIAMENTO E SPESA SANITARIA</strong></p>
<p>Il finanziamento dell’assistenza sanitaria è per il 68% pubblico, per poco più del 32% privato (2007)[<a href="#biblio">3</a>](<strong>Figura 3</strong>), a sostenere una spesa totale in aumento costante – come negli altri Paesi industrializzati <strong>Tabella 1</strong>).</p>
<p><strong>Figura 3. Fonti di finanziamento come percentuale della spesa sanitaria totale, 2007</strong></p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_3705" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://saluteinternazionale.info/wp-content/uploads/2010/02/australia_figura3.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-3705 " title="australia_figura3" src="http://saluteinternazionale.info/wp-content/uploads/2010/02/australia_figura3-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" /></a><p class="wp-caption-text">Cliccare sul testo per ingrandirlo</p></div>
<p><strong>Tabella 1. Trend nella spesa sanitaria (1995-2007)</strong></p>
<table style="height: 159px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7" width="585" bordercolor="#000000">
<col width="328"></col>
<col width="31"></col>
<col width="31"></col>
<col width="31"></col>
<col width="31"></col>
<col width="31"></col>
<col width="31"></col>
<col width="30"></col>
<tbody>
<tr>
<td width="328"></td>
<td width="31"><strong>1995</strong></td>
<td width="31"><strong>1997</strong></td>
<td width="31"><strong>1999</strong></td>
<td width="31"><strong>2001</strong></td>
<td width="31"><strong>2003</strong></td>
<td width="31"><strong>2005</strong></td>
<td width="30"><strong>2007</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="328"><strong>% di spesa sanitaria in rapporto al 			PIL</strong></td>
<td width="31">7.4</td>
<td width="31">7.6</td>
<td width="31">8.0</td>
<td width="31">8.4</td>
<td width="31">8.5</td>
<td width="31">8.7</td>
<td width="30">8.9</td>
</tr>
<tr>
<td width="328"><strong>% di spesa sanitaria pubblica in rapporto al PIL</strong></td>
<td width="31">4.9</td>
<td width="31">5.1</td>
<td width="31">5.5</td>
<td width="31">5.6</td>
<td width="31">5.6</td>
<td width="31">5.8</td>
<td width="30">6.0</td>
</tr>
<tr>
<td width="328"><strong>% di spesa sanitaria privata in rapporto al PIL</strong></td>
<td width="31">2.5</td>
<td width="31">2.5</td>
<td width="31">2.5</td>
<td width="31">2.8</td>
<td width="31">2.9</td>
<td width="31">2.9</td>
<td width="30">2.9</td>
</tr>
<tr>
<td width="328"><strong>Spesa sanitaria totale pro capite, 			US$ a parità di potere d&#8217;acquisto</strong></td>
<td width="31">1.610</td>
<td width="31">1.805</td>
<td width="31">2.097</td>
<td width="31">2.383</td>
<td width="31">2.664</td>
<td width="31">2.979</td>
<td width="30">3.357</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Fonte: OECD Health Data, Novembre 2009</p>
<p>Dal lato pubblico, gli acquirenti (<em>purchaser</em>) di servizi sanitari sono tanto il <em>Commonwealth</em> (46% della spesa totale), quanto i sei Stati e Territori e gli enti locali, Contee e Municipi (22%). Lo Stato federale raccoglie i fondi principalmente in due modi – la tassazione generale e una assicurazione sanitaria obbligatoria. Questo denaro confluisce nei tre capisaldi dell’assistenza sanitaria pubblica: l’assistenza primaria (fondo Medicare), gli ospedali pubblici e i farmaci. Gli Stati e gli enti locali ottengono fondi, invece, sia dal Commonwealth e sia da tasse proprie.</p>
<p>Il 32% di componente privata sulla spesa complessiva rappresenta <strong>il dato più alto fra i Paesi di reddito pro-capite comparabile</strong>[<a href="#biblio">3</a>](<strong>Figura 4</strong>). Circa la metà di questa spesa (18% della spesa totale) è rappresentata da pagamenti out-of-pocket di vario genere (soprattutto spese farmaceutiche e dentistiche) e buona parte del resto da premi delle <strong>assicurazioni private</strong>, cui aderisce attualmente circa il 50% della popolazione (2008)[<a href="#biblio">3</a>] e che finanziano soprattutto l’assistenza negli ospedali privati.</p>
<p><strong>Figura 4. Spesa sanitaria privata come % della spesa sanitaria totale, Australia e paesi selezionati. Anni 1999 2007</strong></p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_3706" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://saluteinternazionale.info/wp-content/uploads/2010/02/australia_figura4.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-3706 " title="australia_figura4" src="http://saluteinternazionale.info/wp-content/uploads/2010/02/australia_figura4-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Cliccare sull&#39;immagine per ingrandirla</p></div>
<p><strong>L’OFFERTA DI SERVIZI SANITARI</strong></p>
<p>Gli unici servizi di esclusiva competenza statale sono quelli di sanità pubblica.</p>
<p>I <strong>medici di medicina generale </strong><em>general practitioners</em>) qui sono davvero <em>gatekeepers</em>, perché lo Stato rimborsa esclusivamente servizi richiesti tramite un medico di base, inclusi i consulti specialistici. Il pagamento è a prestazione in base a un tariffario (sistema <em>fee for service</em>), ma può avvenire in due modi: il medico può richiedere il pagamento direttamente a Medicare, senza che il cittadino debba versare alcunché di tasca propria (sistema<em>bulk-billing</em>); oppure può farsi pagare dal cittadino, il quale a sua volta presenta il conto a Medicare.<br />
<strong>Fra le procedure c’è però una differenza rilevante</strong>. Nel <em>bulk-billing</em>, infatti, il medico deve rispettare i tariffari Medicare, basati su una precedente negoziazione nazionale. Nel secondo caso, può chiedere tariffe superiori a quelle Medicare, e sarà il cittadino a pagare la differenza con una quota <em>out of pocket</em>.</p>
<p>Questo sistema di finanziamento è poco compatibile con quello degli altri servizi di assistenza primaria, che variano anche per statuto giuridico e istituzione di riferimento (<strong>Tabella 2</strong>). Questa disomogeneità rende <strong>l’assistenza primaria assai frammentata </strong>e solo raramente in grado di fornire servizi integrati fra loro e con quelli di tipo sociale. Non a caso, le iniziative di integrazione dei servizi primari di maggior successo sono quelle che hanno raccolto i vista di uno stesso scopo i fondi di tutti i livelli di governo, e hanno introdotto sistemi di comunicazione ad-hoc fra i vari operatori: fra gli esempi più significativi, il programma HACC (<em>Home and Community Care</em>, programma di assistenza domiciliare e di comunità rivolto a disabili e anziani fragili) e le 31 <em>Partnerships for Primary Care</em> sperimentate nello Stato di Victoria e poi diffuse altrove[<a href="#biblio">4</a>].<br />
<em> </em> <strong>Tabella 2. Organizzazione dell’assistenza primaria in Australia</strong></p>
<table style="height: 322px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7" width="550" bordercolor="#000000">
<col width="95"></col>
<col width="83"></col>
<col width="190"></col>
<col width="113"></col>
<col width="104"></col>
<tbody>
<tr>
<td width="95"></td>
<td width="83"><strong>Settore</strong></td>
<td width="190"><strong>Fonte dei finanziamenti</strong></td>
<td width="113"><strong>Metodo di pagamento</strong></td>
<td width="104"><strong>Tipo di budget</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="95"><strong>Studi di medicina generale</strong></td>
<td width="83">Privato</td>
<td width="190">Commonwealth, con co-payment</td>
<td width="113">Fee for service</td>
<td width="104">Non limitato</td>
</tr>
<tr>
<td width="95"><strong>Servizi di comunità</strong></td>
<td width="83">Pubblico o non governativo</td>
<td width="190">Stati e Territori, senza co-payment</td>
<td width="113">Stipendi</td>
<td width="104">Limitato</td>
</tr>
<tr>
<td width="95"><strong>Operatori sanitari non medici</strong></td>
<td width="83">Privato</td>
<td width="190">Pagamenti del paziente, assicurazioni 			sanitarie private; in alcuni casi Commonwealth, con co-payment</td>
<td width="113">Fee for service</td>
<td width="104">Non limitato</td>
</tr>
<tr>
<td width="95"><strong>Servizi Sanitari per le Comunità 			Aborigene</strong></td>
<td width="83">Non governativo</td>
<td width="190">Programmi specifici del Commonwealth e degli Stati, senza co-payment</td>
<td width="113">Stipendi, ad eccezione del Fee For Service per i medici</td>
<td width="104">Limitato per gli stipendi, non limitato 	per il fee-for-service</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Fonte: Davies GP et al. Integrated primary health care in Australia. International Journal of Integrated Care. 2009 Oct 14;9:e95.</p>
<p>Gli <strong>ospedali</strong> sono il principale terreno di competizione fra pubblico e privato. Il 70% dei posti letto è in ospedali pubblici, il 30% in ospedali privati[<a href="#biblio">5</a>], cui il cittadino può rivolgersi direttamente o tramite un’assicurazione. Negli ultimi vent’anni, nonostante la diminuita copertura assicurativa privata, <strong>l’utilizzo degli ospedali privati è andato aumentando</strong>, grazie soprattutto alla vertiginosa crescita dei servizi di day-hospital e day-surgery, più popolari degli omologhi forniti dagli ospedali pubblici[<a href="#biblio">6</a>].<br />
La storia recente del finanziamento dei due principali provider di servizi chiarisce l’evoluzione della composizione della spesa privata negli ultimi vent’anni (<strong>Figura 5</strong>).</p>
<p>Figura 5. Assicurazioni private e out of pocket come % della spesa sanitaria globale, Australia. Anni 1990-2007</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_3709" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://saluteinternazionale.info/wp-content/uploads/2010/02/australia_figura5.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-3709 " title="australia_figura5" src="http://saluteinternazionale.info/wp-content/uploads/2010/02/australia_figura5-300x262.jpg" alt="" width="300" height="262" /></a><p class="wp-caption-text">Cliccare sull&#39;immagine per ingrandirla</p></div>
<p><strong>Le spese out-of-pocket </strong>sono aumentate in modo imprevisto nella seconda metà degli anni’90, quando hanno sfiorato il <strong>20% delle spese sanitarie totali (1998)</strong>[<a href="#biblio">3</a>] superando le assicurazioni sul totale delle spesa sanitaria privata. Questo soprattutto perché la proporzione dei servizi di medicina generale pagati da Medicare senza quota out-of-pocket (cioè tramite il <em>bulk-billing</em>) aveva cominciato a scendere dall’80% del 1996 (nel 2003 avrebbe raggiunto il 68%). Il governo è intervenuto sin dal 1998 incentivando economicamente il ricorso al <em>bulk-billing</em>, tornato poi sopra il 75% entro il 2005. Ma anche il continuo aumento delle spese farmaceutiche ha reso difficile imbrigliare l’<em>out-of-pocket</em>, nonostante avanzati sistemi di contenimento della spesa: l’Australia è stato il primo paese a includere, nel 1993, la costo-efficacia fra i criteri di approvazione dei farmaci rimborsabili.</p>
<p><strong>Di segno opposto la storia delle assicurazioni private</strong>. Dall’introduzione di Medicare, tanto la copertura assicurativa quanto le spese per le assicurazioni private erano scese costantemente, fino a toccare un minimo rispettivamente nel 1998 (30.6% della popolazione) e nel 1999 (solo il 7% della spesa sanitaria totale). Ma già dal 1997 era iniziata <strong>una serie di interventi miranti ad aumentare il ricorso alle assicurazioni</strong>, giustificati dall’intenzione di diminuire il carico di lavoro per gli ospedali pubblici o dalla difesa del “diritto alla libera scelta”: la copertura è così tornata a salire fino all’attuale 50%[<a href="#biblio">3</a>]. Per raggiungere lo scopo si è provato di tutto: da incentivi e disincentivi fiscali all’obbligo di specificare chiaramente nei contratti assicurativi la quantità di spese non coperte e da pagare out-of-pocket (principale deterrente alla sottoscrizione di polizze).</p>
<p><strong>PROBLEMI APERTI – il ruolo dei privati e le riforme </strong></p>
<p><strong>La classe politica australiana è sempre stata favorevole alla presenza dei privati nella sanità, </strong>soprattutto durante i dieci anni di governo ininterrotto della coalizione liberale di Howard (1996 – 2007). <strong>Eppure, la tensione fra l’assicurazione universale fondata sul fee-for-service e un vasto settore assicurativo privato rende il sistema “intrinsecamente instabile”</strong>[<a href="#biblio">7,8</a>]<strong>. </strong>Se le misure a sostegno delle assicurazioni private sembrano aver contenuto le spese<em>out-of-pocket</em> senza far aumentare la quota privata della spesa, esse hanno gettato un’ombra sull’<strong>equità e l’universalità</strong>: nel 1998 si è arrivati a proporre addirittura di <strong>rendere il ricorso a Medicare facoltativo</strong>[<a href="#biblio">7</a>].</p>
<p>Eppure, in Australia, forse proprio per la molteplicità dei livelli di governo e i delicati equilibri di potere, <strong>le riforme di vasta portata sono rare</strong>. Del resto, sono in pochi ad invocarle[<a href="#biblio">9,10</a>]; le voci più autorevoli del mondo dei medici e della sanità pubblica, pur concordando su alcuni temi come l’eccessiva sovrapposizione di competenze fra i livelli di governo, si limitano a chiedere più investimenti in prevenzione primaria, governo clinico, gestione delle malattie croniche[<a href="#biblio">11,12,13,14</a>]. Anche il governo laburista al potere dal 2007 finora non ha fatto che prendere tempo, disponendo una serie di indagini conoscitive sulla performance del sistema[<a href="#biblio">15,16</a>], il cui risultato più promettente è la proposta di riunire le attività di assistenza primaria sotto un’unica istituzione e omogeneizzarne i sistemi di finanziamento, per superare definitivamente la loro frammentazione[<a href="#biblio">4</a>].</p>
<p>L’unico punto in grado di suscitare emozioni forti è ancora una volta l’<strong>equità</strong>: il mai risolto gap di salute fra la popolazione urbana e quella rurale e indigena è percepito come una grave macchia del sistema[<a href="#biblio">17</a>] (<strong>Figura 6</strong>), soprattutto in un contesto di persistente <strong>carenza di personale medico </strong>[<a href="#biblio">18</a>](<strong>Tabella 3</strong>) (<strong>Figura 7</strong>). <strong>Tabella 3. Uno studio sulla disparità tra il fabbisogno e l’offerta di medici di medicina generale in Australia.</strong></p>
<p><strong>Figura 6. Disuguaglianze nella speranza di vita alla nascita in Australia</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<div id="attachment_3710" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><strong><strong><a href="http://saluteinternazionale.info/wp-content/uploads/2010/02/australia_figura6.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-3710 " title="australia_figura6" src="http://saluteinternazionale.info/wp-content/uploads/2010/02/australia_figura6-300x218.jpg" alt="" width="300" height="218" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">Cliccare sull&#39;immagine per ingrandirla</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Tabella 3. Uno studio sulla disparità tra il fabbisogno e l’offerta di medici di medicina generale in Australia</strong></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<table style="height: 361px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7" width="568" bordercolor="#000000">
<col width="225"></col>
<col width="139"></col>
<col width="101"></col>
<col width="125"></col>
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="225"></td>
<td rowspan="2" width="139"><strong>Posti disponibili nel 2006</strong></td>
<td colspan="2" width="240"><strong>Numero di medici richiesto dal 2007 in poi*</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="101"><strong>Stima prudenziale </strong></td>
<td width="125"><strong>Stima non prudenziale </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="225"><strong>New South Wales a distretto di 			Canberra</strong></td>
<td width="139">206</td>
<td width="101">449</td>
<td width="125">461</td>
</tr>
<tr>
<td width="225"><strong>Victoria</strong></td>
<td width="139">155</td>
<td width="101">270</td>
<td width="125">271</td>
</tr>
<tr>
<td width="225"><strong>Queensland</strong></td>
<td width="139">124</td>
<td width="101">209</td>
<td width="125">258</td>
</tr>
<tr>
<td width="225"><strong>Western Australia</strong></td>
<td width="139">58</td>
<td width="101">110</td>
<td width="125">133</td>
</tr>
<tr>
<td width="225"><strong>South Australia</strong></td>
<td width="139">47</td>
<td width="101">47</td>
<td width="125">54</td>
</tr>
<tr>
<td width="225"><strong>Tasmania</strong></td>
<td width="139">16</td>
<td width="101">12</td>
<td width="125">12</td>
</tr>
<tr>
<td width="225"><strong>Territorio del Nord</strong></td>
<td width="139">20</td>
<td width="101">8</td>
<td width="125">11</td>
</tr>
<tr>
<td width="225"><strong>TOTALE AUSTRALIA</strong></td>
<td width="139">626</td>
<td width="101">1.105</td>
<td width="125">1.200</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>*<em>La stima della domanda si basa principalmente sulle carenze distributive nelle diverse aree geografiche e sulle proiezioni del declino delle ore di lavoro giornaliere dei medici di medicina generale</em>.</p>
<p>Fonte: Australian Medical Workforce Advisory Committee. The general practice workforce in Australia: supply and requirements to 2013. Summary of findings and recommendations. AMWAC Report 2005.2, Agosto 2005</p>
<p><strong>Figura 7. Medici per 1000 abitanti nel 2006 &#8211; Confronto internazionale</strong></p>
<div id="attachment_3711" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://saluteinternazionale.info/wp-content/uploads/2010/02/australia_figura7.jpg"><img class="size-medium wp-image-3711" title="australia_figura7" src="http://saluteinternazionale.info/wp-content/uploads/2010/02/australia_figura7-300x256.jpg" alt="" width="300" height="256" /></a><p class="wp-caption-text">Cliccare sull&#39;immagine per ingrandirla</p></div>
<p><strong><a id="biblio" name="biblio"></a> <strong>Bibliografia</strong></strong></p>
<ol>
<li>CIA 	World Factbook – Australia. Novembre 2009.</li>
<li>Australian 	Institute of Health and Welfare (2004). Australia’s 	health survey, Australia 1999: trends across the 1990s. 	Canberra, AIHW.</li>
<li>OECD Health Data, Novembre 2009.</li>
<li>Davies 	GP, Perkins D, McDonald J, Williams A. Integrated primary health 	care in Australia. International 	Journal of Integrated Care 2009;9:e95.</li>
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