Slow Medicine… Che cos’è?

Giorgio Bert La tecnica da sola, per quanto raffinata e sofisticata, è fast. La tecnica accoppiata alla conoscenza di sé e al rispetto della persona e della sua irripetibile complessità è slow.

La partecipazione comunitaria per la riappropriazione del diritto alla salute

Giulia Bonanno, Elisa Cennamo, Antonella Torchiaro In che misura i movimenti sociali influenzano la salute delle popolazioni? Se n’è discusso a Bologna lo scorso aprile ripercorrendo le esperienze della medicina critica degli anni Sessanta e Settanta. Attraverso le narrazioni, si sono messi in evidenza i punti di forza del movimento e i suoi principali limiti, con una particolare attenzione alle cause che rendono oggi poco o per nulla rintracciabili nella formazione universitaria, nei servizi pubblici, come anche nel sentire comune, i saperi e le pratiche creatisi allora.

Formarsi e formare in Salute Globale

Alessandro Rinaldi Abbiamo capito che il medico non può limitarsi a riparare i guasti ignorandone le cause, poiché il suo ruolo è in sé politico e quindi la sua funzione deve essere anche quella di denunciare e mettere in discussione situazioni e strutture sociali potenzialmente patogene.

Dalla rivoluzione all’alleanza competente

Silvana Quadrino Parlare di rivoluzione dei pazienti rischia di indicare una strada di falso cambiamento, incapace di modificare la sostanza di una relazione di cura in cui l’inevitabile asimmetria relazionale fra chi cura e chi ha bisogno di cure produce uno scontro a somma zero, da cui uno uscirà vittorioso e l’altro sconfitto.

Suicidio assistito (da chi?)

Andrea Lopes Pegna Il suicidio assistito e la reazione degli Ordini dei medici di fronte alla decisione della Consulta.  Nella storia di Piergiorgio Welby c’è già una risposta al problema e i medici non possono chiamarsi fuori, invocando l’intervento di un “funzionario statale”.

Il dovere dell’accoglienza

Giovanni Baglio e Mario Affronti Appare oggi quanto mai attuale, e per certi versi rivoluzionario, riaffermare che sono i diritti delle persone, quand’anche immigrate e straniere, a venire prima dei diritti dello Stato. Il decreto sicurezza e immigrazione desta gravi preoccupazioni, per i rischi derivanti dall’indebolimento dei percorsi di accoglienza/integrazione e da un più generale allentamento dei dispositivi di tutela sociale e sanitaria.

Testamento Biologico. Vicini alla meta?

Andrea Lopes Pegna Il prossimo 20 febbraio inizierà la discussione parlamentare sul testamento biologico. Si ripresenterà lo scontro tra chi è favorevole e chi è contrario all’interruzione dell’idratazione e alimentazione artificiale, che rappresenta uno dei punti cardine del testo unificato, come la possibilità di interrompere terapie quali gli interventi di sostegno vitale. Ma sarà la volta buona? Si arriverà ad approvare una legge fondamentale, voluta dalla maggioranza dei cittadini?

Sostenibilità del SSN e fondi sanitari integrativi

Alberto Donzelli, Monica Sutti, Vittorio Caimi, Ernesto Mola, Piergiorgio Duca, Adriano Cattaneo, Roberto Romizi, Violetta Plotegher Riteniamo che i fondi sanitari cosiddetti integrativi non accetteranno passivamente di lasciarsi definire “venditori di prestazioni futili”, che a quel punto non troverebbero molti acquirenti. Invece sono e saranno infaticabili nel proclamare il value del più ampio portafoglio della propria offerta (per sopravvivere e prosperare), contrastando mediaticamente e con azioni di lobbying coloro che vorrebbero sminuire il value delle prestazioni che offrono.

Epatite C. Il diritto alla cura

Petizione per consentire a tutti i pazienti di accedere a terapie efficaci, a carico del servizio sanitario nazionale. Produrre i farmaci anti-epatite C sotto forma di generici, a un prezzo ragionevole e accessibile, è consentito dallo stesso trattato che regola i brevetti attraverso il meccanismo della licenza obbligatoria, a cui si può ricorrere quando si verifichi un’emergenza nazionale di sanità pubblica. Per ottenere ciò è necessaria una forte spinta dal basso.

Il Grillo Microbiologo

Gavino Maciocco Ancora una volta Beppe Grillo si cimenta nel terreno delle malattie infettive. Questa volta è allarme tubercolosi a causa degli immigrati. Però – osserva un gruppo di esperti – quando si parla di malattie, soprattutto di tubercolosi, che evoca tristi ricordi, paure irrazionali, stigma bisogna stare attenti, perchè l'informazione deve essere scrupolosa, attenta e non fuorviante e purtroppo sono in molti a parlarne in modo maldestro.