La giungla dei ticket  

Marco Geddes  La stortura di fondo sta nella graduale e continua trasformazione del ticket da un mezzo per disincentivare gli sprechi a una tassa, peggio della flat tax.

La riforma sanitaria a Cipro

Ilaria Geddes e Marco Geddes La riforma sanitaria cipriota dovrebbe aumentare la qualità e l’efficienza del sistema, grazie ai maggiori finanziamenti del sistema pubblico, alla riduzione di liste di attesa e al miglioramento delle infrastrutture.

Liste di attesa in sanità

Marco Geddes Il primo accesso deve essere visto il più presto possibile; è un problema di sicurezza per lo stato di salute del paziente e il sistema Open Access, messo a punto nella realtà pisana, consente di attuarlo nel giro di tre giorni.  Si tratta di una “buona pratica” descritta nel recente libro di Carlo R. Tomassini.

La Salute è – o non è – in vendita?

Marco Geddes Due libri sulla sanità con orientamenti divergenti. Da una parte un netto no al mercato nella salute. Da un'altra perché no? – se si tratta di espandere il settore assicurativo privato in vista della prossima futura insostenibilità del servizio sanitario pubblico. I libri di Giuseppe Remuzzi e Walter Ricciardi, appena usciti,  sono stati scritti per accendere la discussione.

Welfare aziendale e diseguaglianze

Marco Geddes  Il welfare aziendale mitiga o acuisce le diseguaglianze? A livello nazionale appare evidente che siamo di fronte all’esplosione delle diseguaglianze sia territoriali che nell’ambito delle categorie lavorative.

Libera professione e liste di attesa

Marco Geddes La connessione libera professione intramoenia-liste d’attesa è assai complessa e, obiettivamente, non è possibile sostenere che causa primaria della lunghezza delle liste sia da imputare alla libera professione. D’altronde è vero che il ricorso alla libera professione intramoenia da parte dei cittadini avviene, nella grande maggioranza dei casi (66,4%)a causa proprio della lunghezza di tali liste. 

Il pendolo del regionalismo: ieri NO, oggi SI!

Marco Geddes Molti politici, un po’ come l’avvocato Maralli (il cognato di Giamburrasca) che era un  libero pensatore in città e un bigotto in campagna, si adattano ai tempi, diventando oggi autonomisti mentre ieri erano, in occasione del referendum costituzionale, ferventi centralisti in tema di sanità. Ciò che manca è un dibattito serio sulle politiche sanitarie e sul regionalismo, con ipotesi che sappiano coniugare poteri e competenze regionali e un contestuale potenziamento di una governance nazionale.

Reddito di salute! Una proposta “indecente”?

Marco Geddes Rapporto Rbm – Censis ci spiega che:  “…sulla base delle simulazioni condotte, la scelta di sottoscrivere una Polizza Sanitaria o di aderire ad un Fondo Integrativo risulta decisamente più conveniente per il cittadino rispetto al pagamento di tasca propria delle cure private”. Questo confronto fra spesa out of pocket e la sua benefica sostituzione con Polizze e Fondi sanitari si basa su tre presupposti, ovvero su tre affermazioni, completamente false.

La lunga estate VAX

Marco Geddes Tra circolari ministeriali (“autocertificazione”), emendamenti alla legge mille-proroghe (“rinvio delle sanzioni”) e disegni di legge (“obbligo flessibile”) la questione vaccini è stata ancora una volta al centro del dibattito politico e delle polemiche. La questione su cui si sono focalizzate le critiche riguarda in particolare un articolo del disegno di legge governativo che introduce quello che è stato definito un “obbligo flessibile”. Il termine “obbligo flessibile” è probabilmente fuorviante, poiché potrebbe far intendere una “flessibilità soggettiva”, mentre il testo fa riferimento a un criterio di obbligo modulato nell’intensità, nel tempo e anche a livello territoriale, in relazione allo scostamento dagli obiettivi fissati di coperture vaccinali o a situazioni epidemiologiche.